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Uomo, quarantenne, ammogliato, figli adolescenti, un lavoro in proprio e residente al Nord. È questo l'identikit dell'italiano che si dice soddisfatto della propria vita, secondo quanto emerge da un'indagine condotta dall'Isae, che ha deciso di inserire in via sperimentale all'interno della propria indagine sui consumatori una domanda per misurare il grado di benessere soggettivamente percepito. Nell'inchiesta, condotta in collaborazione con il Dipartimento di Scienze economiche dell'università di Cassino, è stato chiesto ai consumatori di indicare il grado di soddisfazione verso la propria vita, su una scala con cinque voci compresa tra "estremamente soddisfatto" e "estremamente insoddisfatto".
Il risultato è che la quota di italiani soddisfatti risulta pari al 54%, con significative variazioni interpersonali in funzione di fattori demografici e socio-economici. In particolare, rileva l'Isae nella nota mensile, gli uomini sono in genere leggermente più felici delle donne (56% contro 52%).
Guardando alla struttura della famiglia, solo il 30% dei single si considera soddisfatto, contro il 58% di quanti appartengono a nuclei composti da 4 o più persone. E la soddisfazione cresce con l'aumentare del numero di figli, soprattutto per le famiglie con figli compresi nella fascia d'età 14-18 anni.
A livello di età, i più soddisfatti sono i quarantenni (oltre il 63% degli intervistati), seguiti dalla fascia 18-29 anni e 30-39 anni; soddisfazione al minimo invece per i più anziani.
Il grado di soddisfazione è inoltre nettamente crescente quanto più è elevato il titolo di studio conseguito, con il 73% dei laureati soddisfatti contro solo il 20% di quanti non hanno nemmeno la licenza elementare.
Sul luogo di lavoro i lavoratori indipendenti sono nettamente più "felici" di quelli dipendenti, tra i quali sono ovviamente più soddisfatti quelli con contratto a tempo indeterminato (60% contro il 45% degli occupati a tempo determinato): i meno soddisfatti sono invece gli individui inattivi, principalmente disoccupati e pensionati.
Un ruolo significativo è svolto infine da fattori riconducibili al diverso contesto economico e sociale, osserva l'Isae: il grado di soddisfazione cresce infatti con l'aumentare del reddito ed è più alto nel Nord rispetto al Centro, alle Isole e sopratutto rispetto al Mezzogiorno
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