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Il crollo dei prezzi pagati agli agricoltori, rispetto allo scorso anno, rischia di provocare un crollo delle semine a grano duro destinato alla produzione di pasta italiana, che interesseranno quest'anno probabilmente una superficie di terreno non superiore al milione di ettari, con un calo stimato del 30 per cento. E' questo l'allarme lanciato dalla Coldiretti in occasione del “World Pasta Day” che si celebra il 25 ottobre negli Usa.
Secondo il servizio Sms consumatori del Ministero delle Politiche agricole, il grano duro viene pagato oggi 18 centesimi al chilo agli agricoltori mentre la pasta raggiunge in media a 1,4 euro al chilo, con un ricarico - sottolinea la Coldiretti - di circa il 400 per cento, se si considerano le rese di trasformazione. E ancora, il prezzo della pasta - precisa la Coldiretti - è rimasto pressoché stabile rispetto allo scorso anno nonostante le quotazioni del grano siano scese su valori inferiori di ben 1/3 rispetto allo scorso anno mettendo a rischio il futuro delle coltivazioni italiane.
Un calo di cui non hanno potuto beneficiare i cittadini con consumi medi procapite che - precisa la Coldiretti - in Italia sono sui 28 chili a persona, tre volte superiori a quelli di uno statunitense, di un greco o di un francese, cinque volte superiori a quelli di un tedesco o di uno spagnolo e sedici volte superiori a quelli di un giapponese.
La situazione è ben nota all'Autorità garante della Concorrenza e del Mercato che lo scorso 2 febbraio - riferisce la Coldiretti - ha deciso una multa di 12,5 milioni al “cartello” della pasta per aver posto in essere un'intesa restrittiva della concorrenza finalizzata a concertare gli aumenti del prezzo di vendita della pasta secca di semola da praticare al settore distributivo.
Per salvare la pasta di grano italiano la Coldiretti è impegnata nel progetto una “filiera agricola tutta italiana” per combattere le distorsioni e le speculazione dal campo alla tavola con il coinvolgimento delle imprese agricole, dei mercati degli agricoltori, delle cooperative e dei Consorzi Agrari che hanno recentemente varato l'holding “Consorzi Agrari d'Italia”.
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