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Veterinari, avvocati, sociologi, giornalisti, medici, dottori commercialisti e biologi sono le professioni che hanno risentito maggiormente della crisi, con la chiusura del 14% degli studi professionali. A denunciarlo e' Contribuenti.it - Associazione Contribuenti Italiani che, con Lo Sportello del Contribuente, ha preso in esame alcuni indicatori economici riferiti a luglio 2009. Infatti, incrociando i dati del fatturato, delle prenotazioni, dell'occupazione e delle forniture professionali emerge un quadro preoccupante. Le professioni che fanno da trainano e supporto all'economia sono in forte difficolta'.
Professioni, che nel 2008 avevano registrato incremento del fatturato di quasi 18 miliardi di euro.
Il settore giuridico-economico (avvocati e dottori commercialisti) e' uno dei comparti piu' colpiti dalla crisi.
Nei primi sette mesi del 2009 il fatturato globale ha segnato un -38% rispetto al periodo precedente, il -31% nelle prenotazioni, il -19% nell'occupazione ed il -47% nelle forniture professionali.
Il settore medico (veterinari, medici e biologi), altro comparto di punta nelle professioni, presenta anch'esso tutti gli indicatori negativi: il fatturato globale, nei primi sette mesi del 2009, ha segnato un -29% rispetto all'anno precedente, il -36% nelle prenotazioni, il -21% nell'occupazione ed il -44% nelle forniture professionali.
Male anche il settore della comunicazione (sociologi e giornalisti). Del 28% la contrazione del fatturato, dell'
27% le prenotazioni, del 24% l'occupazione e del 45% le forniture professionali.
''Di fronte alla chiusura del 14% degli studi professionali, costituiti prevalentemente da piccoli studi - commenta Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it - ''e' impensabile che il governo non intervenga inserendo anche il comparto delle professioni tra quelli in crisi, prevedendo l'estensione ai lavoratori autonomi degli ammortizzatori sociali e di tutte le misure straordinarie.
Altrimenti, si corre il rischio che circa 300 mila professionisti non avranno il tempo per cambiare lavoro, creando un grave danno sociale''.
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