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In Europa nessuna uniformita' di costo per i conti correnti. I piu' cari sono in Italia, dove i clienti pagano alle banche mediamente 253 euro. Le piu' economiche sono le banche bulgare che offrono conti corrente al costo medio di 27 euro.
In Italia i costi salgono a livelli stratosferici nel caso il cliente abbia molti movimenti sul suo conto: le banche del Bel Paese chiedono fino a 831 euro, anche qui si tratta del top nell'Unione Europea. Per questa categoria di conti il costo piu' basso e' ancora in Bulgaria con 28 euro.
E' quanto emerge da un rapporto preparato da una societa' indipendente e fatto proprio dalla Commissione Europea.
Forte critica anche alla scarsa trasparenza nelle condizioni contrattuali. ''Austria, Francia, Italia e Spagna hanno poca trasparenza e servizi bancari piu' cari'', e' scritto nel rapporto.
In generale le condizioni contrattuali offerte ai clienti sono cosi' poco chiare che ''circa il 66% delle banche oggetto dell'indagine, gli esperti della commissione hanno dovuto contattarle ancora per capire il reale costo di un conto corrente'', prosegue il rapporto.
Cosa lamentano i consumatori? Incomprensibilita' delle condizioni contrattuali che dovrebbero invece essere ''chiare, comparabili e standard''.
Resta pero' bassa la percentuale di coloro che cambiano banca, 9% nel 2007 e 2008, contro il 25% di quelli che cambiano assicurazione sull'auto.
Delle 224 banche oggetto della ricerca (81% del mercato Ue) circa il 10% fornisce scarsa o nessuna informazione sul proprio sito web, mentre il 33% offre informazioni incomplete. Per ora Bruxelles non intende aprire alcuna procedura formale, ma comunque ha gettato il sasso nello stagno.
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