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L'affossamento della class action è in atto, attraverso un rinvio della stessa per migliorarla si privano i consumatori di uno strumento fondamentale per la tutela dei loro diritti."
E' una vergogna, rabbia, delusione e aria di rivolta tra le associazione dei consumatori che attendevano il 30 giugno per presentare il conto a Ferrovie, Telecom,  acquedotti  Enel, editori dei libri scolastici e Poste italiane.
E' vero che la class action approvata non ha nulla a che vedere con quella americana. E che la causa, una volta ammessa, non produce una sentenza esecutiva perché stabilisce un danno ma non lo quantifica. E però era sempre qualcosa,  Tutto fermo, il governo la fa slittare di sei mesi grazie all'intervento delle imprese. 
Per capire meglio "i timori" di aziende e lobby imprenditoriali e che razza di guai sarebbero potuti arrivare a partire dal 30 giugno, basta dare un'occhiata ai vari tipi di azioni collettive che adesso, col rinvio, restano invece congelate e dal destino molto incerto.
Cittadini che lamentano un danno economico da parte di Telecom, il rimborso delle spese di spedizione della bolletta, un caso su cui ci sono già sentenze e pronunciamenti del Garante a favore dei cittadini, La battaglia contro il caro-libri per "per i libri di testo scolastici indebitamente maggiorati", contro Poste Italiane, buche nelle strade, la malasanità, le tasse degli studenti universitari,  Trenitalia, il caro acqua di cui si era fatto promotore l'Unione Nazionale Consumatori Calabria.
Comunque afferma l'Unione Nazionale Consumatori se non ci consentiranno di utilizzare la class-action, si procederà in ogni caso con le vecchie azioni collettive.

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