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Lo scorso anno, infatti, un terzo delle cause civili intentate in Italia ha avuto come oggetto del contendere i tributi, con un sensibile aumento rispetto agli anni precedenti. È questo il dato più significativo che emerge da una ricerca condotta da Das, compagnia del gruppo Generali specializzata nella tutela legale. L'indagine, che ha utilizzato dati della Cassazione rielaborati da Das e aggiornati al 2008, mette anche in evidenza come, tra le altre ragioni che portano gli italiani davanti a un giudice civile, vi siano i contrasti in materia di lavoro, le multe e la pensione. Un aumento continuo di cause che ha come effetto poi quello di intasare i tribunali. E la palma in negativo del distretto di Certe d'appello più ingolfato va a quello di Roma, dove troviamo una causa civile ogni 434 abitanti, seguito da Caltanissetta e altri distretti giudiziari, quasi tutti del sud. Tra il 2006 e il 2008, i contenziosi civili in materia di imposte sono aumentati del 7%, toccando l'anno scorso quota 27,6% del totale delle cause civili. Al secondo posto si piazzano le cause di lavoro che occupano un'altra grossa fetta della torta, il 15,4%, sostanzialmente stabili negli ultimi anni. Il terzo gradino (7,6%) è occupato dai contratti in genere che hanno scalzato dal podio un altro classico motivo che spinge gli italiani a litigare: le multe, o le sanzioni amministrative più in generale. A ruota seguono le cause sulla previdenza, e in particolare per le pensioni e il recupero dei contributi. C'è un distretto di Corte d'appello poi che, negli ultimi sette anni, ha visto triplicare le cause civili ancora pendenti. E quello di Campobasso che registra l'aumento maggiore (+201%) e che va a piazzarsi al terzo posto tra i distretti più ingolfati d'Italia, dopo Roma e Caltanissetta, e precedendo Messina, L'Aquila, Potenza, Salerno, Lecce, Reggio Calabria e Napoli. Brescia invece, che ha quasi dimezzato i contenziosi pendenti, precede Bologna nella classifica dei distretti virtuosi, mentre al sud si mette in mostra Taranto che, negli ultimi sette anni, ha quasi triplicato la propria capacità di smaltire i carichi pendenti. Secondo Roberto Grasso, presidente del comitato italiano delle assicurazioni di tutela legale, «per non intasare i tribunali è necessario seguire l'esempio degli altri Paesi europei, dove prima di arrivare davanti a un giudice si cerca di risolvere la questione con un accordo.
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