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La crisi economica fa stringere i cordoni della borsa agli italiani. Le imprese chiedono meno finanziamenti e le banche, per parte loro, irrigidiscono i criteri con cui concedono il credito. Tra i piccoli imprenditori, poi, c'è anche chi, come molti immigrati, si vede applicare tassi mediamente più alti di oltre mezzo punto percentuale rispetto al costo del denaro che viene fatto pagare ai colleghi italiani.
L'evoluzione del credito - Il quadro dettagliato negli ultimi mesi è illustrato nel rapporto della Banca d'Italia sulle economie regionali, che mette in luce gli effetti delle turbolenze economiche su domanda e offerta di prestiti a livello territoriale. Le richieste di finanziamento da parte delle imprese hanno mostrato una crescita prossima allo zero nel quarto trimestre del 2008 e una modesta flessione nei primi tre mesi del 2009, diffusa a tutti i principali settori.
Richieste di finanziamento più al Sud che Centro Nord- E' stata in particolare quest'ultima area, e soprattutto il Nord Est, a mostrare condizioni di particolare debolezza della domanda. Le note più dolenti arrivano comunque per gli extracomunitari. Secondo le rilevazioni di Banca d'Italia, infatti, nel loro caso, a parità di caratteristiche dell'impresa e dell'imprenditore, il costo del credito è superiore di circa 60 punti base a quello per le ditte costituite in Italia. In particolare, il differenziale tra i tassi praticati agli imprenditori immigrati e a quelli italiani è superiore per le ditte insediate al Centro Nord.
Il differenziale di costo varia anche a seconda del continente - E' più alto per gli immigrati provenienti dall'Asia e dall'Europa dell'Est. Questa tendenza è generalizzata per tutti i tipi di banche, sebbene quelle di credito cooperativo operino delle maggiorazioni relativamente più contenute. Con l'inasprirsi della crisi, le banche intervistate hanno generalmente ammesso un irrigidimento delle condizioni applicate per erogare i prestiti alle imprese nel loro complesso, negli ultimi mesi del 2008. Tendenza, questa, che si è poi leggermente accentuata nel primo trimestre del 2009.
I diversi settori -  Le costruzioni sono il comparto in cui il grado di restrizione è risultato circa doppio rispetto agli altri. Con la maggiore selettività delle banche che ha riguardato in primo luogo le imprese dell'industria e delle costruzioni del Centro Nord. Nel primo trimestre del 2009, inoltre, c'é stato un ulteriore inasprimento delle condizioni applicate dalle banche.
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