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Quest’anno gli acquisti online aumenteranno del 26%, pari a 4,7 miliardi in più rispetto al 2019. La crisi sanitaria ha reso l’eCommerce sempre più centrale per i consumatori e per i negozi del territorio. I dati di Politecnico di Milano e Netcomm

Sabrina Bergamini

L’eCommerce esce dalla nicchia. Cattura i consumatori, più fiduciosi in questo canale di vendita, più numerosi rispetto al passato e con maggior fiducia anche verso i pagamenti elettronici. E apre nuove prospettive con il commercio elettronico di prossimità, quello che coinvolge i negozi del territorio. È un mondo messo in movimento anche dall’emergenza sanitaria, che ha visto molti consumatori spostarsi sugli acquisti online.

E così «nel 2020 gli acquisti online di prodotto dei consumatori italiani varranno 22,7 miliardi di euro con una crescita annua del +26%, 4,7 miliardi in più rispetto al 2019: l’incremento in valore assoluto è il più alto di sempre».

 

È quanto dice l’Osservatorio eCommerce B2c promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano e da Netcomm, il Consorzio del Commercio Elettronico Italiano.

eCommerce, i settori più in crescita

Quest’anno l’eCommerce sul totale delle vendite retail passerà dal 6% all’8%.

«L’eCommerce, nonostante continui a rappresentare ancora una piccola parte degli acquisti complessivi, è sempre più rilevante in Italia. Durante il lockdown ha rappresentato il principale, se non unico, motore di generazione dei consumi, con ricadute nel medio-lungo periodo».

Ci sono alcuni comparti che crescono a ritmi più elevati rispetto alla media. È il caso del Food&Grocery che genera 2,5 miliardi di euro (+56%) e di Arredamento e home living, con 2,3 miliardi (+30%). Crescono anche una serie di nicchie di mercato quali il pharma, il beauty e lo sport&fitness.

I settori più maturi crescono invece con un tasso sostenuto ma sotto alla media di mercato: nel 2020 l’Informatica ed elettronica di consumo valgono 6 miliardi di euro (+18%), l’Abbigliamento 3,9 miliardi (+21%) e l’Editoria 1,2 miliardi (+16%).

Fra le certezze emerse con l’emergenza sanitaria e nelle ripercussioni sul mondo del commercio c’è dunque la centralità dell’e-commerce per il rilancio dei consumi, con investimenti nei canali digitali e integrazione fra esperienze online e offline.

«L’eCommerce, dopo essere stato per anni un canale secondario, ha acquisito oggi un ruolo determinante nella riprogettazione delle strategie di vendita e di interazione con i consumatori», commenta Riccardo Mangiaracina, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm – Politecnico di Milano.

Acquisti online via smartphone

Anche durante la chiusura in casa non sono diminuiti gli acquisti online che i consumatori hanno fatto da smartphone.  L’eCommerce da smartphone, nella componente di prodotto, arriva a coprire il 56% degli acquisti online totali.

Quest’anno gli acquisti online da smartphone saranno pari a 12,8 miliardi di euro, in aumento del +42% rispetto ai 9 miliardi di 12 mesi fa.

Oltre alle potenzialità del mobile, incide il fatto che lo smartphone sia diventato lo strumento più usato per connettersi a Internet. Ed è anche particolarmente adatto agli acquisti di impulso, personalizzati e omnicanale (acquisto online in store).

Il commercio elettronico di prossimità

Ci si sposta verso nuovi modelli di consumo. Questi, nel settore degli acquisti online, prendono la forma del commercio elettronico di prossimità che coinvolge i piccoli negozi locali.

Dall’inizio della crisi sanitaria, spiega Roberto Liscia, Presidente di Netcomm, «un modello che ha preso piede nel nostro Paese è il proximity commerce, che permette l’integrazione tra i grandi player del commercio elettronico e i piccoli negozianti, i quali, grazie alla logistica e alle piattaforme di delivery, possono raggiungere i clienti residenti nelle zone limitrofe».

Prosegue il presidente Netcomm: «Tecnologia, gestione in piattaforma dell’offerta e capillarizzazione della rete logistica sono il mix per rendere vincente il modello dell’eCommerce di prossimità. Grazie al digitale, infatti, i negozi di un territorio possono fare sistema fino a organizzarsi in un micro-marketplace locale, raccogliendo in un’unica piattaforma l’offerta dei commercianti non solo per soddisfare la domanda del bacino di utenza locale, ma anche per favorire un ampliamento dei propri confini, fino all’esportazione dei prodotti».

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