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Nelle regioni meridionali il livello dei prezzi è del 16,5% inferiore rispetto a quello del Centro Nord. E' quanto emerge dallo studio 'Le differenze nel livello dei prezzi al consumo tra Nord e Sud' di Luigi Cannari e Giovanni Iuzzolino, inserito nella collana 'Questioni di economia e finanza' dellam Banca d'Italia.
L'analisi parte dall'assunto che se si assume che i prezzi dei prodotti alimentari, dell'abbigliamento e dell'arredamento - ai quali è attribuibile circa un terzo della spesa per consumi delle famiglie - siano i soli a presentare differenze nel territorio, il costo della vita nel Mezzogiorno risulta inferiore di circa il 3 per cento rispetto al Centro Nord. Il costo degli affitti nel Mezzogiorno, però, è pari a circa il 60 per cento di quello del Centro Nord, a parità di caratteristiche qualitative degli immobili, come misurate nell'indagine sui bilanci delle famiglie condotta dalla Banca d'Italia. Il costo dei combustibili e dell'energia risulta di poco superiore nel Mezzogiorno rispetto al Centro Nord (2,2 per cento); quello dei servizi è invece inferiore del 15 per cento. Queste categorie di spesa rappresentano rispettivamente il 5 e il 38 per cento della spesa complessiva delle famiglie.
Includendo anche queste componenti nel calcolo dell'indice del costo della vita si perviene a una stima del divario tra Centro Nord e Mezzogiorno dell'ordine del 20 per cento; se si assume che i prezzi dei servizi rilevati dal Mise siano rappresentativi solo di alcune componenti di spesa per servizi e che per i restanti prodotti non vi siano differenze territoriali, nelle regioni meridionali il livello dei prezzi è del 17 per cento inferiore a quello del Centro Nord. Incorporando il maggior onere nel Mezzogiorno rilevato per i premi di assicurazione dei mezzi di trasporto tale valore scende al 16,5 per cento circa.
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