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 “Il trasporto di merci pericolose su strada, per ferrovia o per vie navigabili interne comporta un considerevole rischio di incidenti. E’ pertanto opportuno adottare misure atte ad assicurare che tale tipo di trasporto sia effettuato nelle migliori condizioni di sicurezza possibili”. Queste profetiche parole stanno in capo alla Direttiva 2008/68/CE relativa al trasporto interno di merci pericolose, ovvero nel primo “considerando” (“i considerandi” sono una specie di premesse illustrative delle vere e proprie norme che seguono). Per un tragico caso, la Direttiva doveva essere recepita in Italia entro il 30 giugno 2009, un giorno dopo l’incidente di Viareggio, ma non è stata recepita. Per un altro tragico caso, il treno trasportava GPL (gas di petrolio liquefatto), che è più pesante dell’aria e si stratifica a terra. Se avesse trasportato metano, che è più leggero e sale in alto, forse l’incidente non ci sarebbe stato (i rivelatori domestici di fughe di gas sono infatti di due tipi, uno per il GPL e uno per il metano).
La Direttiva comunitaria si applica ovviamente anche ai treni che trasportano merci pericolose, ma non a quelli che appartengono alle forze armate. In verità c’erano state già precedenti Direttive e un accordo europeo relativo al trasporto internazionale delle merci pericolose per ferrovia (RID), su strada (ADR) e per vie navigabili (ADN), ma la Direttiva ancora non recepita era quella che armonizzava le varie norme sparse. Le norme sulla sicurezza sono pignole: c’è perfino una precisa definizione del vagone ferroviario, indicato come “qualsiasi veicolo ferroviario privo di mezzo di propulsione e dotato di ruote che circola su binari ferroviari ed è utilizzato per il trasporto di merci”. Le norme prevedono un monitoraggio costante della sicurezza dei vagoni, ma prevedono anche che gli Stati membri possono autorizzare sul loro territorio l’utilizzazione di cisterne e vagoni costruiti anteriormente al 1 gennaio 1997 che non sono conformi alle norme stesse, “ma sono stati costruiti secondo le prescrizioni nazionali in vigore al 31 dicembre 1996, sempre che le cisterne e i vagoni in questione siano mantenuti in condizioni atte a garantire i livelli di sicurezza richiesti”. Bisognerà vedere quando sono stati costruiti il vagone o i vagoni deragliati, ma la disposizione comunitaria è certamente generica. Infine, per quanto riguarda i gas liquidi, come il GPL, la Direttiva stabilisce che gli Stati membri possono mantenere disposizioni diverse relative alla temperatura alla quale devono essere trasportati. Anche questo dovrà essere verificato dall’inchiesta.
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