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Al ristorante, il rischio “tarocco” è sempre in agguato, soprattutto se si è in vacanza all’estero e si sceglie di mangiare in un ristorante italiano

Elena Leoparco

Pranzi, cene e regali: si andrà avanti così per almeno due settimane. Oltre ad organizzare riunioni mangerecce in casa, quasi 3 italiani su 10 durante le feste colgono l’occasione per mangiare in qualche ristorante alla ricerca dei piatti tipici della tradizione locale, nella propria città o in vacanza in Italia e all’estero.

È quanto emerge dall’indagine Coldiretti/Ixe’ “Il Natale nel piatto” presentata in occasione dell’Assemblea nazionale, con la preparazione dei piatti sbagliati per aiutare a non cadere nelle trappole.

 

Al ristorante però, il rischio “tarocco” è sempre in agguato, soprattutto se si è in vacanza all’estero e si sceglie di mangiare in un ristorante italiano. Ma anche nel nostro Pase, specie nelle località turistiche, non mancano le “ricette inventate”.

Non sorprendevi ad esempio se nel piatto ci sarà una cotoletta alla milanese preparata con carne di pollo o maiale, fritta nell’olio di semi al posto della carne di vitello fritta nel burro, oppure un piatto di spaghetti alla carbonara con prosciutto cotto al posto del guanciale e formaggio grattugiato al posto del pecorino romano.

Vediamo quindi cosa è più frequente trovare in menu della (falsa) tradizione italiana.

Il menu dei “tarocchi”

Cominciamo dall’antipasto. La tipica caprese sarà probabilmente servita con formaggio industriale al posto della mozzarella di bufala o del fiordilatte.

Passando ai primi, non può mancare la pasta al pesto proposta con mandorle, noci o pistacchi al posto dei pinoli e con il formaggio comune che sostituisce l’immancabile parmigiano reggiano e il pecorino romano.

Un inganno che colpisce anche la tradizione siciliana con la pasta alla norma preparata spesso con semplice formaggio grattugiato al posto della ricotta salata.

Chi avesse voglia di una vera specialità emiliana, non potrà che scegliere un piatto di pasta “alla bolognese”; peccato però che sia una invenzione per stranieri completamente sconosciuta nella città emiliana.

E per finire, un bel tiramisù con la panna al posto del mascarpone.

Il tarocco all’estero

Un pericolo che riguarda l’Italia ma soprattutto l’estero proprio nei ristoranti italiani sono serviti ingredienti Made in Italy taroccati in più di due piatti su tre – denuncia Coldiretti – e ad essere portate in tavola sono le più bizzarre versioni delle ricette tradizionali per non parlare poi della pizza che viene offerta nelle versioni più inimmaginabili, da quella hawaiana con l’ananas a quella di pollo.

Proprio per identificare i veri ristoranti italiani e proteggerli dai fake e dall’utilizzo di prodotti tricolori tarocchi arriva la prima carta d’identità ideata da Coldiretti e Asacert, azienda di certificazione e ispezione con esperienza pluriennale e accreditamenti internazionali.

Grazie a un apposito protocollo basato sulla rispondenza dei fornitori, dei menù e della carta dei vini, sarà infatti possibile identificare i ristoranti che sono davvero italiani e non solo di nome e di “facciata”, ovvero sul piano delle materie prime, dello staff e soprattutto della tradizione culinaria e della proposta enogastronomica.

Il protocollo anti- tarocco

La certificazione “ITA 0039 | 100% ItalianTaste” è nata, infatti, dalla necessità di difendere, promuovere e valorizzare il patrimonio agroalimentare italiano, non solo a livello di prodotto ma anche sul piano della distribuzione enogastronomica.

“La mancanza di chiarezza sulle ricette Made in Italy offre terreno fertile alla proliferazione di prodotti alimentari taroccati all’estero che valgono 100 miliardi di euro e causano un danno economico e di immagine alle esportazioni di prodotti agroalimentari tricolori originali.” conclude il presidente della Coldiretti Ettore Prandini.

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