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Tutela, zero sprechi e riuso le parole d’ordine del Forum Acqua organizzato da Legambiente. La gestione sostenibile, dice l’associazione, diventi la prima grande opera pubblica d’Italia

Tutela, zero sprechi e riuso sono al centro delle politiche sull’acqua messe sul tavolo oggi da Legambiente al Forum Acqua. L’oro blu va tutelato e difeso. Per garantire il diritto all’acqua e un servizio equo ed efficiente, e agire per tempo davanti al cambiamento climatico, l’associazione ambientalista punta i riflettori sulla gestione sostenibile dell’acqua che deve diventare «la prima grande opera pubblica d’Italia».

 

Acqua, troppo spreco

L’acqua non è infinita. E troppo spesso viene sprecata. Nel settore civile le perdite attraverso la rete arrivano al 48% e rimane alta la quantità di acqua in bottiglia consumata dagli italiani. Sono tutti fronti, dice Legambiente, sui quali intervenire per ridurre spreco e consumo d’acqua.

L’Italia ha il primato europeo del prelievo d’acqua per uso potabile, pari a 428 litri ad abitante al giorno. Secondo i dati Istat, il 47,9% dell’acqua prelevata viene dispersa a causa delle perdite di rete. Lo scorso anno sei Regioni su venti hanno dichiarato lo stato di emergenza per carenza idrica; nel 2017, Po, Adige, Tevere e Arno hanno segnato una riduzione di portata media annua del 40% rispetto ai trent’anni precedenti. Oltre il 60% dei fiumi e dei laghi italiani, ricorda Legambiente, non raggiunge il livello di “buono stato ecologico” previsto dalla direttiva quadro Acque.

Lo spreco d’acqua è tema particolarmente delicato. I consumi d’acqua in Italia riguardano per il 55% il settore agricolo, per il 18% gli usi civili e per il 27% quelli industriali. I dati Istat dicono che ogni giorno le perdite di rete ammontano a circa 10 milioni di metri cubi di acqua (il 47,9% dell’acqua immessa). Stando ai dati di Ecosistema Urbano 2018, inoltre, il 60% delle reti idriche in Italia è stato messo in posa oltre 30 anni fa (la percentuale sale al 70% nei grandi centri urbani) e il 25% di queste ha più di mezzo secolo di vita (il 40% nei grandi centri urbani). Servono dunque interventi urgenti sulla rete idrica, investimenti sulle perdite di rete, un piano destinato ad ammodernare la rete di distribuzione.

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