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Nel solo 2008 sono oltre 122mila i residenti delle regioni meridionali partiti verso il Centro-Nord. In crescita le partenze dei laureati 'eccellenti' laureati e i 'pendolari di lungo raggio'. Oltre l'87% delle partenze ha origine in Campania, Puglia e Sicilia
Il divario tra Nord e Sud non accenna a colmarsi e il Mezzogiorno resta il regno della disoccupazione e dello scoraggiamento, terra di emigrazione, dove la crisi economica ha colpito più duramente che altrove. E' la situazione che emerge dal Rapporto Svimez sull'economia del Mezzogiorno, nel quale si parla senza mezzi termini di ''recessione''. Tanto che sono ben 700 coloro che negli ultimi dieci anni hanno scelto la via dell'emigrazione. Un quadro da cambiare al più presto, come ha sottolineato il Capo dello Stato Giorgio Napolitano nel suo messaggio al presidente dell'Associazione per lo Sviluppo dell'Industria nel Mezzogiorno, Nino Novacco. ''Deve crescere nelle istituzioni, così come nella società, la coscienza che il divario tra Nord e Sud deve essere corretto'', ha scritto infatti il Presidente della Repubblica.
Il Rapporto sottolinea la gravità degli effetti della crisi economica al Sud: calo del pil del 3,8% nel settore industriale mentre le produzioni manifatturiere scendono oltre il 6%. Nel 2008 il pil al sud ha registrato un calo dell'1,1%, con una minima percentuale di differenza rispetto al centro nord (-1%). Sempre secondo dati della Svimez, in poco più di dieci anni, tra il 1997 e il 2008, circa 700 milapersone hanno abbandonato ilMezzogiorno, mentre 95 mila persone in più nel 2008 entrano nella categoria dei disoccupati e scoraggiati.
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