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Fino a non molti anni fa gli integratori alimentari erano costituiti prevalentemente da vitamine e sali minerali ed erano utilizzati per sopperire alla loro scarsa presenza negli alimenti o anche come “ricostituenti” in stati carenziali o nella profilassi di potenziali stati patologici (lo iodio per prevenire il gozzo, l’acido folico durante la gravidanza, la vitamina D per il rachitismo, ecc.). Pur essendo prodotti di libera vendita, si acquistavano quasi esclusivamente in farmacia seguendo molto spesso il consiglio del medico curante.

 

Lentamente, ma inesorabilmente, il numero degli integratori è salito in modo vertiginoso con un’importante presenza, se non un’invasione vera e propria, di quelli vegetali.

Cerchiamo di capire perché l’invasione degli integratori vegetali

Mentre nel passato gli integratori servivano soltanto per “assestare” qualche stato carenziale, adesso si punta a “potenziare” talune attività fisiologiche se non a curare alcune patologie metaboliche.

Sono, infatti, comparsi  numerosi integratori vegetali che vantano incredibili proprietà quali il potenziamento  della memoria, il miglioramento  delle prestazioni sessuali, la capacità di sostenere sforzi fisici, capaci di far dimagrire  a batter d’occhio, infondere rilassamento del sistema nervoso, correggere disturbi digestivi, apportare antiossidanti (sconosciuti ai più), ecc.

I produttori di questo genere d’integratori si sono lanciati nella ricerca di tradizioni popolari che attribuiscono a questo o quel vegetale le più prodigiose e impensabili proprietà.

Molti vegetali (“botanicals” o “herbal remedies”) sono stati valutati  dall’Agenzia Europea del farmaco (EMA) e/o dell’Autorità Alimentare Europea (EFSA) che ne hanno riconosciuto le proprietà farmacologiche e/o nutrizionali.  I confini tra queste proprietà spesso sono molto labili e questo favorisce la proliferazione d’integratori etichettati come panacee di molti mali.

Occorre ricordate che per registrare un farmaco è necessario seguire una procedura piuttosto complessa che prevede l’allestimento di una documentazione scientifica che dimostri l’efficacia e la sicurezza del prodotto e le modalità di produzione; la documentazione viene poi valutata dall’AIFA (Agenzia Italiana per il Farmaco) e soltanto a seguito di un suo parere positivo si ottiene la registrazione da parte del Ministero della Salute.

Per quanto riguarda gli integratori, la procedura è molto più semplice. Deve essere preparata una documentazione che può essere anche soltanto di tipo bibliografico, ovvero citare dei lavori scientifici che dimostrano l’efficacia di questo o quel prodotto. Sulla base di questa documentazione il Ministero della Salute procede alla registrazione del prodotto.

In buona sostanza per registrare un farmaco bisogna effettuare delle ricerche scientifiche costose che ne dimostrino la reale efficacia terapeutica. La stessa cosa non è richiesta per gli integratori.

Considerando poi che i farmaci sono venduti soltanto nelle farmacie o parafarmacie, mentre gli integratori si possono trovare in molti altri esercizi commerciali, sono evidenti i vantaggi economici che si possono ricavare da questi ultimi.

Non è però l’aspetto economico quello che preoccupa maggiormente, quanto e soprattutto quello salutistico. Taluni integratori alimentari sono costituiti da diversi principi attivi vegetali e, senza un’adeguata sperimentazione, sono loro attribuite diverse proprietà. Spesso si tratta di una somma delle proprietà dei singoli componenti e non si tiene conto di possibili sinergie o antagonismi.

La situazione è più complessa quando si ha a che fare con “erbe” esotiche utilizzate nella medicina tradizionale di altri Paesi. Non sempre si tiene conto che il contesto sociale originale è diverso dal nostro e che possono esserci degli effetti collaterali legati anche a possibili differenze fisiologiche tra le diverse popolazioni.

A tutto questo si deve aggiungere il florido e-commerce di questo genere di prodotti dove si possono nascondere altre insidie. In particolare si possono trovare prodotti neanche registrati presso il Ministero della Salute. Alle volte si tratta di prodotti miracolosi per dimagrire o afrodisiaci. Indagando a fondo si può scoprire che i “dimagranti” contengono potenti farmaci anoressizanti il cui uso è proibito per i possibili gravi effetti collaterali; nel caso degli afrodisiaci può esserci il sildenafil, meglio conosciuto come viagra che, come è noto, può essere acquistato soltanto con una ricetta medica.

Consigli su come scegliere gli integratori

Si consiglia di prestare la massima attenzione nell’acquisto degli integratori alimentari non fidandosi troppo delle ammalianti indicazioni riportate nelle confezioni. Evitare l’acquisto attraverso l’e-commerce di prodotti esotici che promettono incredibili vantaggi. Nella maggior parte dei casi non portano benefici e sono addirittura dannosi per la salute.

Prima di ogni acquisto è comunque sempre importante parlarne con il medico di fiducia che ci conosce e che potrà fornire delle corrette indicazioni.

Si segnala infine la App “integratori” dell’Unione Nazionale Consumatori che può essere una ottima guida per chi decide di ricorrere agli integratori alimentari.

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