Stampa

Il contravventore che sceglie il pagamento in misura ridotta si riconosce responsabile dell'infrazione al codice della strada: non solo deve rinunciare al ricorso al prefetto o al giudice di pace, ma si preclude anche pretese civilistiche come l'actio damni. Un esempio? La richiesta di risarcimento perchè il photored che l'ha "pizzicato" era non omologato e incustodito. E ciò anche se l'Amministrazione dovesse "riaprire i giochi" e annullare altri provvedimenti in itinere: l'oblazione ha un effetto preclusivo irreversibile. Lo ribadisce la Cassazione con la sentenza 13301/09 che offre un vademecum sui rimedi esperibili dall'automobilista indisciplinato. 
Il verbale con cui si contesta un'infrazione stradale non è un atto impositivo, ma solo il primo passo di un procedimento: se entro sessanta giorni il trasgressore non impugna, scatta l'iscrizione a ruolo (Cassazione 2862/05). L'altra strada praticabile è l'oblazione, un'agevolazione che fa risparmiare soldi al contravventore e tempo all'amministrazione: l'uno paga la somma pari al minimo fissato dal codice della strada, l'altra si assicura la deflazione del contenzioso. Perchè? Anche se dovesse arrivare un'eventuale revisione della situazione generale ad opera della stessa amministrazione, l'iniziativa non consentirebbe interventi sui procedimenti definiti con il pagamento in misura ridotta (Corte costituzionale 350/94).

Joomla SEF URLs by Artio