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Il governo e' intenzionato a non far entrare in vigore la class action secondo la norma approvata dall'esecutivo Prodi e, se necessario, varera' il rinvio con una norma da inserire in un decreto legge. La class action versione Prodi dovrebbe infatti entrare in vigore il primo luglio, ma una nuova disciplina sull'azione risarcitoria collettiva e' stata inserita dall'attuale governo nel ddl svilupo all'esame della Camera e che dovra' tornare al Senato. Poiche' e' difficile che il provvedimento possa concludere l'iter entro la fine di giugno, si pensa ad una norma di proroga per evitare l'entrata in vigore della class action del centrosinistra.
Il sottosegretario allo sviluppo economico, Stefano Saglia, che sta seguendo l'esame in Parlamento del ddl sviluppo, ha detto che ''si cerchera' di impedire'' il rispetto del termine del primo luglio e la proroga potrebbe essere contenuta in un decreto. La legge Prodi ''e' stata fatta in pendenza di legislatura con ricatti e controricatti.
Non si puo' considerare - ha sostenuto Saglia - una riforma di sistema''. A stretto giro di posta e' giunta la replica di Linda Lanzillotta del Pd che sintetizza cosi' il suo pensiero: ''Per il governo i diritti dei consumatori possono attendere''.

''Il Governo risponde alle sollecitazioni giunte due giorni fa dal commissario alla Concorrenza Catricala' rimandando per l'ennesima volta l'introduzione della class action. In questo modo il centro-destra conferma la poderosa retromarcia nella legislazione a tutela dei consumatori. Tale retromarcia - spiega Lanzillotta - appare per altro del tutto coerente con lo stralcio, a data da destinarsi, della class action nei confronti della P.a. previsto dal ministro Brunetta''.

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