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Era prevedibile che con i conti bancari cosiddetti “dormienti” sorgessero dei problemi. Il DPR n. 116/2007, in attuazione di una legge del 2005, aveva previsto un indennizzo ai risparmiatori rimasti vittime di frodi e irregolarità finanziarie. A tale scopo era stato istituito un Fondo alimentato dai “depositi dormienti”, ovvero dai conti correnti e altri depositi finanziari che non hanno avuto alcuna movimentazione ed operazione negli ultimi dieci anni, presumibilmente perché il titolare è morto senza eredi, scomparso, gravemente ammalato, eccetera. Il Fondo è gestito da una Commissione composta da vari rappresentanti, tra cui uno dei consumatori designato dal Consiglio nazionale consumatori e utenti (CNCU),. Prima di devolvere al Fondo il deposito dormiente, le banche e le società finanziarie devono comunque inviare una raccomandata AR al titolare dandogli 180 giorni di tempo per farsi vivo.
Evidentemente vi sono stati molti pasticci, poiché una circolare del Ministero dell’Economia pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 23 febbraio scorso ha fatto sapere che ci sono stati molti reclami di correntisti e che, pertanto, le banche dovranno rimborsare agli stessi i depositi “dormienti” trasferiti.
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