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Il commercio e' 'in crisi' e a soffrire di piu' sono il tessile e i pubblici esercizi. Nel 2008, il settore dell'abbigliamento ha visto la perdita di 5.335 negozi. Conto salato anche per i ristoranti, che lo scorso anno hanno registrato 3.598 unita' in meno; ancora peggio per bar e caffetterie, per i quali la perdita e' stata di 6.912 punti vendita. E' quanto emerge da un'elaborazione Confesercenti su dati Unioncamere, i cui risultati evidenziano una performance negativa.
I soli settori del commercio al dettaglio dove e' cresciuta l'attivita' nel 2007-2008 sono i bazar ed altri negozi non specializzati, soprattutto non alimentari, con un tasso di sviluppo del 13,2%, seguiti dagli ambulanti (+12,9%) e dai sexy-shop, cresciuti in un anno del 10,8%. In testa si piazza il commercio elettronico, via Internet, che ha segnato un aumento del 28,8%.
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