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Il Governo ha posto la questione di fiducia sul maxiemendamentoal decreto milleproroghe in esame al Senato in prima lettura e che deve essere convertito in legge entro il primo marzo. E fra gli emendamenti previsti ce n'è uno che potrebbe far ripartire le vendite telefoniche e il marketing selvaggio che usa spesso dati raccolti senza il consenso degli interessati. L'emendamento in questione permette infatti alle società di call center di usare fino al 31 dicembre 2009 le banche dati costituite sulla base di elenchi telefonici pubblici formati prima del 1° agosto 2005.
Si tratta di una pratica, quella del marketing selvaggio, ripetutamente sanzionata dal Garante per la Protezione dei dati Personali che ha già vietato alle società specializzate nella creazione e vendita di banche dati di trattare in tal modo i dati personali di milioni di utenti, raccolti e usati senza informare i cittadini interessati e dunque senza il loro consenso.

“I dati personali degli utenti contenuti nelle banche dati non possono essere utilizzati senza il consenso delle persone interessate”. È quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, criticando l’emendamento all’art. 44 del “Decreto milleproroghe”, che consente l’utilizzazione fino alla fine del 2009 dei dati personali presenti nelle banche dati costituite sulla base di elenchi telefonici formati anteriormente al 1° agosto 2005, in deroga agli articoli 13 e 23 del Codice della Privacy.
“Una simile norma -conclude Dona- lede il diritto alla privacy di milioni di utenti, esponendoli, come già è accaduto in passato, ad innumerevoli telefonate indesiderate. Se qualcuno vuole chiamare i consumatori per vendere un prodotto o un servizio, deve avere sempre e comunque il loro consenso prima di utilizzare il loro numero telefonico: non è ammissibile alcuna eccezione anche se temporanea”.
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