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E’ ritornata in vigore la multa (413 euro, come oblazione) per chi non risponde ai questionari dell’ISTAT. Era stata sospesa nel 2008 dall’art. 44 della legge n. 31/2008, ma il tormentone è ricominciato nel 2009, proprio mentre l’ISTAT si appresta a inviare una raffica di questionari alle famiglie. Nel 2008 la sanzione era prevista soltanto nei confronti di chi opponeva “un formale rifiuto di fornire i dati richiesti”.
In sostanza se non si rispondeva e si metteva semplicemente il questionario nel cassetto o se, nel caso di intervista verbale, si faceva scena muta (o si rispondeva “non ricordo”) non veniva applicata alcuna sanzione, mentre prima il decreto legislativo n. 322/1989 prevedeva la sanzione semplicemente per “coloro che, richiesti di dati e notizie, non li forniscano”.
La procedura era oltretutto complicata, poiché l’ISTAT doveva redigere un rapporto, trasmetterlo al Prefetto, il quale emetteva ingiunzione di pagamento dandone a sua volta comunicazione all’ISTAT. E’ da notare che le interviste ed i questionari dell’ISTAT sono lunghi e complicati, bisogna rispondere a domande del tipo “quanto spende ogni mese al bar o per divertimenti?” (e chi se ne ricorda?), dichiarare la fascia di reddito, che è una domanda antipatica, eccetera. La nuova raffica di questionari per le famiglie è specificata su un DPR pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 26 gennaio 2009 e fra le indagini tramite questionari vi sono le seguenti.
-         Multiscopo sulle famiglie: aspetti della vita quotidiana
-         Indagine sui consumi delle famiglie
-         Indagine sulle condizioni di vita
-         Indagine per il controllo della qualità dell’indagine sui consumi
-         Multiscopo sulle famiglie: i cittadini ed il tempo libero – anno 2006)
-         Multiscopo sulle famiglie: modulo sulla soddisfazione per i servizi di erogazione di energia elettrica e gas.
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