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Nel 2009 le famiglie italiane avranno a disposizione 24 miliardi di euro in più grazie al calo delle rate dei mutui e dei costi dell'energia, ma questo potrebbe non significare una conseguente ripresa dei consumi: i consumatori sembrano infatti ancora incerti su come orientare questa maggior disponibilità di denaro. Lo evidenzia il Censis nel rapporto "Diario dell'inverno di crisi": «Stime affidabili ci dicono che nel 2009 lefamiglie italiane risparmieranno 24,1 miliardi di euro grazie all'abbassamento dei mutui e dei costi dell'energia, ma è come se il consumatore stia ancora ruminando la realtà, cercando di capire come orientare in consumi questa implicita maggiore disponibilità», osserva il Censis, sottolineando che l'aspetto dei consumi è quello di più difficile lettura: se da una parte sale l'ottimismo (l'indice di fiducia dei consumatori Isae sale da 99,6 a 102,6), al tempo stesso «predominano comportamenti prudenti negli acquisti». «Lo stile di consumo è ormai profondamente cambiato», rileva ancora il Censis, aggiungendo che «vincerà chi riuscirà ad intercettare meglio tali mutamenti» e quando i consumi ripartiranno «saranno quelli di un consumatore più attento, alla ricerca di buoni prezzi o di alta qualità».
Sotto il peso della crisi, le banchestringono i cordoni della borsa e il livello dei prestiti frena drasticamente. A farne le spese sono soprattutto piccole imprese e famiglie, e in particolare pe r queste ultime, l'asticella si è praticamente fermata: e nel complesso la crescita dei prestiti erogati risulta più che dimezzata. Ad eccezione dei prestiti alla pubblica amministrazione, infatti, tutti gli altri soggetti creditori hanno visto a fine 2008 rallentare il tasso di crescita dei prestiti a breve termine rispetto al 2007. Per lo scorso anno il Censis ha preso in considerazione l'ultimo dato disponibile, quello di novembre, e lo ha confrontato con quello relativo a dicembre 2007. In particolare per quanto riguarda le imprese con meno di 20 addetti, che rappresentano l'ossatura del sistema produttivo italiano, i prestiti a breve erogati dalle banche sono cresciuti solo del 2,5% su base annua, mentre a dicembre 2007 l'aumento era stato del 7,2%. Se si considerano le altre imprese, la crescita si è dimezzata. Pagano pegno anche le famiglie consumatrici: che se a fine 2007 avevano visto aumentare dell'8,7% su base annua il monte prestiti concessi, a fine 2008 vedono la situazione praticamente ferma: l'aumento si è arrestato allo 0,3%.
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