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Nelle dichiarazioni sostitutive di atti di notorietà, alle quali i cittadini ricorrono sempre più spesso per evitare faticose certificazioni, c’è sempre il problema della marca da bollo. Ci va o non ci va?
Ricapitolando, la marca da bollo ci va quando la firma deve essere autenticata. Se la dichiarazione  è presentata contestualmente a una domanda alla pubblica amministrazione, la firma non deve essere autenticata, ma va posta alla presenza del funzionario pubblico, esibendo un documento. In altre parole, mancando l’autenticazione non occorre neanche la marca da bollo. Se invece la dichiarazione sostitutiva di notorietà deve essere presentata a un ente diverso dalla pubblica amministrazione (per esempio, una banca), ove non c’è un funzionario pubblico, la firma va autenticata (in Comune o davanti ad un notaio) e quindi occorre la marca da bollo.
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