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Scuole pubbliche senza un soldo, mentre dovrebbero gia' essere stati avviati i corsi di recupero per gli alunni che 'zoppicano' in qualche materia.

La denuncia arriva da piu' scuole in tutta Italia e prende corpo con il documento stilato dai Direttori dei servizi amministrativi delle scuole della provincia di Piacenza che denuncia ''la mancanza dei fondi nelle casse scolastiche e l' incertezza e confusione delle indicazioni ministeriali sulla gestione amministrativa''.
''Il perdurare dell'attuale situazione - scrivono - rende impossibile garantire il diritto allo studio, pagare chi lavora e fare una buona amministrazione''.

Sullo stesso tono la denuncia di Massimo di Menna (Uil Scuola) che gia' da tempo aveva evidenziata la necessita' ''che alle istituzioni scolastiche venisse comunicato l'ammontare delle risorse al fine di consentire un'attenta programmazione dei corsi di recupero''.
La norma vigente, infatti, prevede che le istituzioni scolastiche promuovano i corsi di recupero per quelle discipline dove la valutazione risulti insufficiente. Pero', denunciano gli addetti ai lavori non ci sono i fondi per pagare i professori: ''Nel precedente anno scolastico - ricorda Di Menna - erano state impegnate piu' risorse: Fondo di Istituto, 30 milioni di euro derivanti dalla legge Finanziaria 2008, 28 milioni di euro derivanti dall'art. 12 della Legge 222/07 destinati al recupero dei debiti scolastici''. Per questo il 12 febbraio a Roma, dalle ore 14 alle ore 18 davanti al Miur, si terra' un sit in organizzato dalla FLC Cgil per rivendicare l'immediato ripristino dei fondi per il funzionamento didattico e amministrativo della scuola pubblica.
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