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Specialmente gli anziani, che soffrono di più il freddo, possono avere bisogno di una integrazione al riscaldamento, che non può essere tenuto acceso tutto il giorno e, inoltre, non può superare una temperatura di 20 gradi. Vengono quindi in soccorso le stufe elettriche, che sono di cinque tipi.
 
·         Stufe elettriche a olio. Hanno una forma simile a quella dei termosifoni, però all’interno non circola acqua, ma un olio speciale resistente alle temperature elevate. Se si sceglie questo apparecchio, bisogna tenere presente che necessita di un periodo piuttosto lungo per riscaldarsi, ma una volta staccata la spina continua a rilasciare calore per lungo tempo. In genere sono stufe montate su ruote.
 
·         Stufe elettriche a raggi infrarossi. Scaldano per irraggiamento: il calore prodotto da una o più resistenze elettriche viene riflesso da un’apposita parabola in metallo, dando luogo a radiazioni termiche localizzate e direzionali. Si ha così la confortevole sensazione di trovarsi davanti a un caminetto. Si tratta di apparecchi di piccole dimensioni, da installare a parete in ambienti dove è necessaria un’area limitata di riscaldamento.
 
·         Stufe elettriche a ventilatore (termoventilatori). E’ il tipo di stufetta elettrica più diffuso. Si tratta di apparecchi poco ingombranti, in grado di riscaldare rapidamente un ambiente non particolarmente grande in quanto l’aria, riscaldata da una resistenza elettrica, viene diffusa nell’ambiente da una ventola collegata a un motore. Nella maggior parte dei casi, sono istallabili a parete. I modelli per il bagno sono protetti contro gli spruzzi d’acqua, ma, comunque, è sempre necessario rispettare le distanze di sicurezza: l’apparecchio deve essere posto a una distanza non inferiore a 60 cm dalla vasca o dalla doccia. Alcuni modelli possono funzionare, d’estate, come ventilatori.
 
·         Stufe elettriche a termoconvenzione (termoconvettori). L’aria, riscaldata da una resistenza elettrica, tende a salire liberamente verso l’alto, secondo il principio della “convenzione naturale” (da cui il nome di termoconvettore) e si diffonde nell’ambiente in modo uniforme attraverso una griglia posta nella parte superiore dell’apparecchio. Di dimensioni più grandi rispetto ai termoventilatori.
 
·         Stufe elettriche a termoconvenzione ventilata (termoventilconvettori). Per migliorare il rendimento e l’efficienza dei termoconvettori e per ottenere un effetto termico più rapido, a questo tipo di apparecchi viene spesso applicata una ventola, azionata elettricamente, che accelera il flusso ascensionale dell’aria e, quindi, incrementa la quantità di calore immessa nell’ambiente.
 
In ogni caso, considerato il pericolo di surriscaldamento e di conseguente incendio, è sempre meglio comprare una stufa elettrica che riporta il marchio IMQ, l’istituto delegato per legge a certificare la sicurezza e la qualità dei prodotti elettrici. Basti pensare che per verificare il rischio di surriscaldamento, nella prova di laboratorio l’apparecchio viene fatto funzionare a una potenza superiore a quella indicata e non deve dare problemi.
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