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Ormai l'agricoltura e' piombata in una grave crisi. Un'impresa agricola su tre e' a rischio. I bilanci aziendali sono sempre piu' ''in rosso''. I costi produttivi crescono in maniera preoccupante e con essi gli oneri contributivi e il ''peso'' asfissiante degli adempimenti burocratici. A cio' si aggiunge il problema irrisolto dell'Ici sui fabbricati rurali che, se non si troveranno le opportune soluzioni, puo' esplodere in modo dirompente e mettere in ginocchio migliaia di imprenditori.

Non solo. Al danno si aggiunge la beffa. Il mancato rifinanziamento del Fondo di solidarieta' nazionale per le calamita' naturali non permette la copertura assicurativa per i produttori che davanti alle conseguenze provocate dal maltempo corrono il pericolo di non ricevere alcun risarcimento. Per la Cia-Confederazione italiana agricoltori siamo in presenza di una scenario allarmante, aggravato da risposte parziali e sbagliate da parte del governo che non ha compreso la reale portata della crisi che sta attraversando il settore.

Sia nella finanziaria che nel decreto anti-crisi del governo non si trovano - afferma la Cia - interventi mirati alla soluzione delle complesse questioni che oggi assillano gli imprenditori agricoli italiani. Nonostante le ripetute sollecitazioni e il quadro preoccupante delle imprese agricole, non si sono reperite le risorse necessarie per ridare certezze e prospettive ad un settore che ora rischia di subire ulteriori effetti negativi da una crisi che si sta rivelando una delle piu' complesse e difficili degli ultimi trent'anni.

Per questo motivo la Cia ha annunciato ''la ripresa della mobilitazione sull'intero territorio nazionale, dopo le iniziative sviluppate nello scorso mese di novembre''.

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