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Quest’anno ci saranno meno botti del 2007, comunque saranno spesi circa 60 milioni di euro per festeggiare il 2009. A tanto, secondo l’Unione Nazionale Consumatori, ammonta la cifra che circa 6 milioni di italiani impegneranno per festeggiare a suon di botti, petardi e fischioni l’inizio del 2008. Ma la sicurezza?
La salute dei consumatori è a rischio- dichiara l’Unione Nazionale Consumatori- se si pensa che oltre il 90% dei fuochi d’artificio commercializzati in Europa viene importato dalla Cina e non si sa se tutti quelli che vengono venduti in Italia hanno ottenuto il “nulla osta” del Ministero dell’Interno, obbligatorio per la commercializzazione.
Il dubbio- prosegue l’Unione Consumatori- è sempre se nella fabbricazione dei fuochi d’artificio (quelli più utilizzati, vale a dire di quinta categoria o da divertimento) siano state rispettate le norme tecniche che ne garantiscono la sicurezza. “Per questo è necessario- dichiara l’avvocato Massimiliano Dona, Segretario generale dell’’Associazione -che venga recepita quanto prima dall’Italia la Direttiva 2007/23/CE in materia di immissione sul mercato di articoli pirotecnici”.
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