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Si scaldano i motori per la stagione dei saldi invernali, quest'anno molto delicata per i commercianti, alle prese con famiglie preoccupate per la crisi economica. La prima città a partire, come ormai tradizione, sarà Napoli dove, da venerdì 2 gennaio, i negozi potranno vendere la merce rimasta a prezzo ribassato. Il capoluogo partenopeo non sarà però il solo, quest'anno, ad avviare i saldi dal giorno dopo Capodanno: sempre il 2 partirà anche Trieste, che andrà avanti fino al 30 marzo. Nella maggior parte delle città (Roma, Milano, Palermo, Bari, Catanzaro, Genova, Bologna, Venezia e Torino) bisognerà invece aspettare il giorno successivo, sabato 3 gennaio.
Il giorno dell'Epifania, 6 gennaio, sarà la volta di Ancona. A Firenze, Potenza e Perugia l'ora 'x' scatterà il 7 gennaio, mentre a Cagliari l'8 gennaio. Più in là partiranno Aosta e l'Aquila (10 gennaio) e per ultima Campobasso (15 gennaio). I consumatori avranno tempo tra sei settimane e due mesi per gli acquisti a prezzo ribassato, prestando la massima attenzione al cartellino del prezzo che dovrà mostrare tre numeri: il prezzo originario del prodotto, la percentuale di sconto e il prezzo finale. L'aspettativa, da parte dei commercianti, è alta: "I mesi di ottobre e novembre - spiega il presidente di Federmoditalia e vicepresidente di Confcommercio - sono stati un periodo di crisi molto pesante.
Poi in dicembre le cose sono andate meglio e la situazione sembra che tenga. Però i negozi, proprio per la debolezza dei consumi nel periodo autunnale, hanno molte giacenze, quindi l'aspettativa è buona, perché l'offerta è molto ampia e gli sconti medi sono molto elevati, dell'ordine del 40%". Insomma, secondo Borghi la crisi si farà sentire, ma soprattutto a livello psicologico: "Certamente ci sono famiglie che si sono impoverite, ma ce ne sono tante il cui reddito è difeso, quindi sono sicuro che i saldi riscuoteranno l'apprezzamento dei consumatori: non sarà una stagione effervescente, ma almeno discreta". Diversa l'attesa delle associazioni dei consumatori, che hanno già lanciato l'allarme: questa stagione di ribassi sarà "molto fredda" e solo il 45% delle famiglie, pari a 10,8 milioni di persone, ne approfitterà.
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