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Previsioni al ribasso per la domanda globale. L'inflazione cala per la scarsa domanda.
"Gli effetti dell'acuirsi e del diffondersi delle turbolenze dei mercati finanziari freneranno probabilmente la domanda su scala mondiale e nell'area dell'euro per un periodo di tempo prolungato: è questa la previsione, certo non positiva, che la Banca centrale europea ha inserito nel bollettino mensile di dicembre. L'inflazione in Italia e nei paesi dell'Ue sta continuando a rallentare, e con il greggio in forte calo non si possono escludere "bruschi cali", ma il calo dell'inflazione non è un dato positivo, come verrebbe considerato in altre occasioni, perché dipende molto anche dalla diminuzione degli acquisti.
Incertezza elevata per il futuro

L'incertezza relativa alle prospettive economiche di Eurolandia, per la Bce, "resta eccezionalmente elevata", e "i rischi per la crescita economica sono orientati verso il basso e sono connessi principalmente alla possibilità di un maggiore impatto sull'economia reale delle turbolenze nei mercati finanziari". Nel suo bollettino la Banca centrale europea riporta anche le proiezioni degli economisti esperti per il Pil di Eurolandia, che si aspettano una crescita compresa fra lo 0,8 e l'1,2% nel 2008, fra il -1% e lo 0% nel 2009 e fra lo 0,5% e l'1,5% nel 2010. Insomma, per quanto riguarda la crescita economica, non c'è niente di cui rallegrarsi.
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