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 Nel ripristinare la mediazione civile obbligatoria, il Governo ha intesto accogliere le proposte che erano state avanzate dall’avvocatura. Ecco quindi le diversità della nuova mediazione rispetto a quella che, invece, lo scorso ottobre, la Consulta aveva dichiarato incostituzionale. In primis, non rientreranno nella mediazione obbligatoria le liti relative ai danni da circolazione stradale. Restano confermate invece le altre materia, dal condominio alle successioni.

Sono quindi comprese le cause relative a condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari.

Viene, altresì, introdotta una mediazione prescritta dal giudice, che opera fuori dai casi della mediazione obbligatoria preventiva, e sempre per quanto attiene ai diritti disponibili. Si tratta di una mediazione “endoprocessuale”, da parte del giudice che deve formulare una sua proposta transattiva: la parte che rifiuta senza motivo si espone al rischio di eventuali responsabilità processuali in quanto il suo rifiuto della proposta costituisce comportamento valutabile ai fini del giudizio.

La mediazione sarà interamente gratuita per tutti i soggetti che, nel corrispondente giudizio, hanno diritto all’ammissione al gratuito patrocinio. Per i restanti casi è prevista la “forfettizzazione” e abbattimento dei costi della mediazione, in particolare di quella obbligatoria, attraverso la previsione di un importo contenuto, comprensivo delle spese di avvio, per l’incontro preliminare.

Viene previsto un incontro preliminare, informativo e di programmazione, in cui le parti, davanti al mediatore, verificano con il professionista se sussistano effettivi spazi per procedere alla mediazione. La mediazione avrà una durata di massimo tre mesi invece di quattro. Decorso tale termine, il processo potrà essere iniziato o proseguito.

Per divenire titolo esecutivo e per potersi iscrivere ipoteca giudiziale, l’accordo concluso davanti al mediatore deve essere non solo omologato dal giudice, ma anche sottoscritto da avvocati che assistano le parti. Dunque, è stato accolto l’accorato appello proposto dalla avvocatura della necessità della presenza dei legali alla conciliazione.

Novità fondamentale introdotta dal “decreto del fare” è che gli avvocati, che esercitano la professione, saranno considerati, di diritto, con la qualifica di mediatori. Con buona pace di quanti, invece, in passato, avevano speso elevati importi per i corsi di formazione.

Quando, all’esito del primo incontro di programmazione con il mediatore, il procedimento si conclude con un mancato accordo, l’importo massimo complessivo delle indennità di mediazione per ciascuna parte, comprensivo delle spese di avvio del procedimento, è di 80 euro, per le liti di valore sino a mille euro; di 120 euro, per le liti di valore sino a 10 mila euro; di 200 euro, per le liti di valore sino a 50 mila euro; di 250 euro, per le liti di valore superiore. E chi non partecipa alla mediazione paga una somma pari al contributo unificato per la lite.

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