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Anche le aziende, oltre ai consumatori e, alle loro associazioni, possono ricorrere all’Autorità garante della concorrenza e del mercato contro le pratiche commerciali scorrette di una società concorrente. Lo ha ricordato il Ministero dello Sviluppo Economico nella sua rivista “Mercato consumatori” osservando che le aziende sono legittimate a proporre istanza all’Autorità qualora siano portatori di uno specifico interesse, non in quanto concorrenti, ma in quanto la pratica commerciale considerata scorretta possa falsare in misura rilevante direttamente il comportamento dei consumatori. Ossia quando l’impiego di una pratica commerciale sia idonea ad alterare sensibilmente la capacità del consumatore di prendere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso. Ovviamente, secondo quanto stabilito dall’articolo 27 comma 2 del Codice del consumo, in attuazione della normativa comunitaria, anche i singoli consumatori, qualora ne abbiano interesse, possono proporre istanza per chiedere all’Autorità garante della concorrenza e del mercato di inibire la continuazione di pratiche commerciali scorrette, senza che tale richiesta debba essere necessariamente veicolata attraverso le associazioni dei consumatori.
Le modalità per presentare istanza all’Autorità sono stabilite con il Regolamento del 15 novembre 2007 (Delibera n. 17589), che definisce le procedure istruttorie in materia di pratiche commerciali scorrette.
Gli articoli che definiscono la procedura istruttoria vanno dall’articolo 5 (Richiesta d’intervento), all’articolo 16 (Chiusura dell’istruttoria richiesta di parere all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni).
Qualora il Collegio ritenga, sulla base degli elementi prodotti con la richiesta di intervento o altrimenti acquisiti dal responsabile del procedimento ai sensi dell’articolo 4, comma 1 e comma 2 del Regolamento del 15 novembre 2007, che non vi siano i presupposti per un approfondimento istruttorio, esso archivia la richiesta dandone comunicazione al richiedente. Altrimenti viene dato avvio all’istruttoria.
Il termine per la conclusione del procedimento è di centoventi giorni, decorrenti dalla data di protocollo della comunicazione d’avvio e di centocinquanta giorni quando, ai sensi dell’articolo 27, comma 6, del Codice del consumo, si debba chiedere il parere all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.
 
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