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Non solo conciliazioni davanti ai Corecom. Un accordo tra Agcom e Regioni ha dato ai Comitati regionali per le comunicazioni il potere di poter decidere sulle controversie tra utenti e gestori telefonici o operatori di tv a pagamento. In pratica, dopo il primo tentativo di conciliazione si potra' attivare davanti ai Corecom un nuovo procedimento, al termine del quale ci sara' una decisione nel merito.
E' la conseguenza del nuovo accordo quadro per l’attribuzione di ulteriori funzioni delegate ai Comitati regionali per le comunicazioni (Co.re.com.) tra l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, presieduta da Corrado Calabrò, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, rappresentata dal Presidente Vasco Errani (Presidente della Regione Emilia Romagna), la Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome, rappresentata dalla Coordinatrice, Monica Donini (Presidente dell'Assemblea legislativa dell'Emilia Romagna). Alla firma era presente il Presidente del coordinamento dei Corecom Maria Luisa Sangiorgio. Lo rende noto un comunicato stampa.
Il nuovo accordo, sottoscritto presso la sede dell’Autorità, definisce la cornice giuridica con la quale già a partire dal prossimo anno i Co.re.com. (previsti dalla legge 249/97 e istituiti con legge regionale, quali “organi funzionali dell’Autorità”) potranno essere investiti di nuovi e significativi poteri, con l’obiettivo di accrescere le garanzie e l’esercizio dei diritti degli operatori e degli utenti a livello locale, avvicinando al cittadino i centri decisionali e la possibilità di accedere direttamente ad una serie di servizi. In particolare ai Comitati regionali potranno essere decentrate competenze di primaria importanza quali: la vigilanza in materia di esercizio dell’attività radiotelevisiva locale, mediante il monitoraggio delle trasmissioni dell’emittenza locale; la tenuta del Registro degli operatori di comunicazione (ROC); la decisione sulle controversie tra operatori ed utenti.

“Questo risultato -ha sottolineato il presidente dell’Autorità Corrado Calabrò nel corso dell’incontro - è stato reso possibile dallo sforzo dell’AgCom che ha previsto il raddoppio dello stanziamento (quasi 3 milioni di euro) da destinare ai Co.re.com. e dalla volontà delle regioni di dare seguito al processo di decentramento già avviato e destinato ad assumere livelli sempre più rilevanti. In un quadro di profonda trasformazione, tra contenuti, sistemi di telecomunicazione e tecnologie dell’informazione, l’Autorità ritiene assolutamente essenziale rafforzare il rapporto con il territorio. Accanto ad una programmazione sempre più globale, si rileva il bisogno diffuso di un forte radicamento locale attraverso un diverso ruolo dell’informazione, in particolare del servizio pubblico. La delega di ulteriori competenze ai Co.re.com. testimonia il loro ruolo sempre più rilevante, in un contesto di crescente autorevolezza e indipendenza. Questa Autorità - ha concluso Calabrò - metterà a disposizione dei Co.re.com. tutte le sue competenze per contribuire, in un quadro di tutele e di garanzie, allo sviluppo di un sistema delle comunicazioni moderno e pluralista”.

“Con questa nuova delega - hanno sottolineato i Presidenti Errani e Donini - abbiamo proceduto ad un riassetto dei Co.re.com, promuovendone un riallineamento sia per quanto concerne la composizione, sia per i costi secondo parametri comuni. Tutto questo è stato possibile anche grazie ad una verifica delle attività svolte dal 1999, data di avvio delle attività dei Comitati, ad oggi, un lavoro impegnativo che ha trovato un punto di sintesi nell'Intesa siglata tra le due Conferenze, con l'obiettivo di produrre una riduzione delle spese di funzionamento dei Comitati da reinvestire nell'esercizio delle nuove deleghe”. “Si è consolidato così - hanno concluso Errani e Donini - un metodo di lavoro che è partito dalla volontà istituzionale di voler ridefinire il ruolo dei Comitati regionali per le comunicazioni investendo in particolar modo sulla qualità del loro funzionamento, rafforzandone il profilo di organi di garanzia”.
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