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Le piccole macchine elettriche per fare il caffè in casa funzionano esattamente come quelle dei bar, cioè a pressione. Infatti, il segreto dell’espresso consiste nell’estrarre ad alta pressione gli aromi, gli oli essenziali e le molte altre sostanze che determinano il gusto intenso del caffè. Ma vi sono anche macchine per fare il caffè americano, che è molto lungo e adatto come bevanda per la prima colazione, tanto che è sempre più apprezzato anche in Italia.
La macchina elettrica per l’espresso ha pochi elementi fondamentali. C’è un serbatoio dell’acqua che alimenta una pompa, la quale spinge l’acqua in pressione in una caldaietta, ove si scalda a una temperatura predeterminata e quindi viene inviata nel filtro con il caffè, dal quale fuoriesce la bevanda direttamente nella tazzina attraverso un beccuccio. In alcuni modelli non c’è la caldaia, poiché l’acqua viene riscaldata istantaneamente soltanto nella quantità necessaria per la tazzina, mentre il serbatoio può contenere l’acqua per più caffè oppure va riempito di volta in volta solo con la quantità necessaria per la tazzina o le tazzine che si vogliono preparare. In tutti i modelli è poi presente un beccuccio per l’erogazione di vapore caldo, utile per scaldare l’acqua o il latte, nel caso si voglia preparare un the o un cappuccino. In quelli in cui il serbatoio contiene acqua per più caffè, l’erogazione si interrompe spegnendo l’interruttore: lasciandolo acceso per poco tempo, si ottiene un caffè ristretto, mentre con un tempo maggiore sarà lungo. I modelli più sofisticati sono le macchine superautomatiche, che consentono di ottenere un espresso perfetto, essendo controllate da un piccolo computer che regola in modo automatico e ottimale la dose di caffè nel filtro, la temperatura dell’acqua, la pressione e il tempo di funzionamento.
Le macchine per fare il caffè americano sono invece molto più semplici, meno ingombranti e meno costose di quelle a pressione per l’espresso. In pratica funzionano producendo acqua bollente che viene versata sulla polvere di caffè contenuta in un filtro. Accendendo l’apparecchio, l’acqua raggiunge l’ebollizione e passa lentamente attraverso un filtro a imbuto contenente la polvere di caffè, in modo da rimanere in infusione. Il caffè “percola” poi in un recipiente sottostante, la cui capacità può variare da sei a dieci tazze.
Per la scelta dell’apparecchio, si possono dare alcuni suggerimenti:
• preferire i modelli dotati di spia di segnalazione di mancanza d’acqua, onde evitare pericolosi surriscaldamenti;
• orientarsi verso apparecchi con un valore di pressione elevato, fra i 12 e i 15 bar, necessari per ottenere un buon espresso;
• per chi vuole meno problemi di pulizia dell’apparecchio, preferire i modelli dotati di un adattatore che consente di preparare il caffè anche con le speciali cialde monouso contenenti caffè macinato racchiuso tra due fogli di carta-filtro per alimenti;
• sempre ai fini della pulizia, verificare la facilità di smontaggio del gruppo che eroga il caffè, del serbatoio dell’acqua, del portafondo, del beccuccio del vapore e dei vani che contengono il caffè;
• usare acqua oligominerale in bottiglia, cioè con un residuo fisso molto basso (è indicato in etichetta), onde evitare accumuli di calcare;
controllare che l’apparecchio abbia il marchio “IMQ”, l’istituto che ne certifica la costruzione a regola d’arte per la sicurezza e anche per la qualità; le macchine domestiche da caffè, ad esempio, possono scoppiare perché la pressione del serbatoio ha superato i limiti previsti, ma ciò non accade con gli apparecchi marchiati IMQ perché per ottenere il marchio devono superare una specifica prova di laboratorio contro il rischio di scoppio.
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