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La bistecca è di nuovo tra i piatti preferiti dagli italiani e le carni italiane sono tra le preferite dal 45% dei consumatori

Torna la bistecca sulla tavola degli italiani con un aumento del 6% della spesa per la carne bovina nell’ultimo anno.

È quanto emerge da una analisi della Coldiretti su dati Istat presentata dal presidente Ettore Prandini a Padova in occasione dell’incontro promosso da Unicarve, l’Associazione Produttori Carni Bovine sul tema della Sostenibilità degli allevamenti italiani.

Oggi verrà registrata l’iniziativa europea PRO NUTRISCORE a favore dell’obbligo di un’etichettatura semplificata ‘NUTRISCORE’ attualmente impiegata in Francia e Belgio. Ci sarà tempo un anno per raccogliere le firme da parti degli organizzatori. Cinque lettere, cinque colori per indicare se un cibo è più o meno salutare. Help Consumatori ha sentito le opinioni di nutrizionisti, consumatori e industria. Tanti i dubbi e le contrarietà.

L’agroalimentare italiano vale 205 miliardi, rappresenta il 12% del Pil ed è un elemento di traino per l’intera economia all’estero, dove rappresenta il vero simbolo del Made in Italy. Così il primo Forum dell’agroalimentare italiano organizzato da Filiera Italia e Coldiretti a TuttoFood, la manifestazione dedicata al sistema agroalimentare, “hub internazionale dell’agroalimentare e del cibo di qualità”, in corso a Milano fino al 9 maggio.

“Buste con sorpresa”, titola la cover di aprile del mensile il Salvagente. Che punta i riflettori sulle insalate in busta. Comode, care, sempre più diffuse. Promosse dai test di laboratori ma con qualche preoccupazione di troppo legata alla presenza di multiresidui (tutti nei limiti di legge, ma l’effetto cocktail deve ancora essere misurato) e di cadmio, anch’esso nei limiti di legge ma con qualche punta di troppo che non fa stare troppo tranquilli.

Delle proprietà nutrizionali e della sicurezza della ricotta si parla spesso in modo impreciso. E’ abbastanza diffusa l’opinione che si tratti di un alimento molto versatile in cucina perché “leggero” e molto sicuro. Si tratta di un alimento “povero” derivato della produzione del formaggio e che fa parte della nostra tradizione alimentare sin dai tempi dei Greci e dei Romani.

“Togliamo il sale dai menù”. L’invito si accompagna a un ombrello che ripara il bimbo che sta mangiando dalla “pioggia” di sale in arrivo dalla saliera. Non c’è dubbio: bisogna ridurre il consumo di sale nei pasti. E ancor più farlo per i bambini. Perchè un consumo eccessivo di sale fa male. Questo l’obiettivo della Settimana mondiale di sensibilizzazione per la riduzione del consumo di sale, in corso fino al 10 marzo, promossa dalla World Action on Salt & Health (WASH), Associazione con partner in 100 Paesi istituita nel 2005 per migliorare la salute delle popolazioni attraverso la graduale riduzione dell’introito di sodio.

È stata approvata alla Camera, con 453 voti e il sostegno di tutte le forze politiche, la mozione bipartisan che prevede un limite all’utilizzo in agricoltura della chimica di sintesi, maggiori controlli, la valorizzazione dell’agricoltura biologica, introduzione delle distanze di sicurezza dalle abitazioni, dalle zone frequentate dalla popolazione e dalle coltivazioni biologiche per evitare la contaminazione da pesticidi.