I forni a microonde, per loro natura, emettono radiazioni, che però non sono pericolose per la salute. Ci aiutano a scoprirlo le regole fissate negli Stati Uniti, paese che per primo e in modo più estensivo ha adottato questo tipo di apparecchio. Ogni forno che arriva sul mercato (anche quello italiano) deve soddisfare un preciso limite, rispetto all'emissione di radiazioni (5 milliwatt al cm quadrato ad una distanza di circa 5 cm), fissato dal Center for Devices and Radiological Health. Tale quantità è inferiore ai livelli di radiazione dannosi per le persone e comunque di gran lunga al di sotto di quelle emesse dai telefoni cellulari, per i quali non ci sono fino ad ora prove che dimostrino la loro pericolosità. I forni a microonde, inoltre, sono protetti da due meccanismi di schermatura delle già basse radiazioni: una rete di metallo che fodera lo sportello, impedendo alle onde di uscire; un meccanismo che interrompe l'emissione di onde non appena lo sportello stesso viene aperto. Va infine considerato che la quantità di radiazioni diminuisce con la distanza, in maniera più che proporzionale: stando ad un metro di distanza, le radiazioni risultano un centesimo di quelle misurate a 5 centimetri.

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