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Generalmente nel mese di maggio si sceglie e si prenota l’appartamento per le vacanze estive, ma occorre ricordare che ciò può riservare qualche sorpresa. Innanzi tutto le locazioni per uso turistico non rientrano né nella legge sull’equo canone né su quella dei patti in deroga, quindi il prezzo è completamente libero ed è lasciato alla trattazione delle parti. C’è poi il problema dei consumi di elettricità, gas, telefono e acqua. Molti fanno un prezzo “tutto compreso”, ma il più delle volte tendono ad eccedere per cautelarsi. E’ meglio pagare quanto si è consumato sulla base della lettura iniziale e finale dei contatori. Per il telefono basta comporre il 4717, che comunica la spesa fino a quel momento, da sottrarre a quella comunicata quando si lascia l’appartamento. Le tariffe dell’elettricità, per la quale basta leggere il contatore, variano secondo i consumi, ma è ragionevole non pagare più di 20 cent a kilowattora (a meno che non ci sia il forno elettrico). Quelle del gas e dell’acqua variano invece molto da zona a zona, quindi occorrerebbe informarsi presso le locali aziende erogatrici, anche se potrebbero essere calcolate forfettariamente perché incidono poco.
C’è poi chi chiede una “cauzione” per eventuali danni alla casa o ai mobili, smarrimento stoviglie, eccetera: più che giusto, ma, secondo gli usi, per un periodo di un mese non dovrebbe superare un quarto del canone pattuito e sarebbe bene fare un inventario sia pure sommario delle cose e del loro stato per evitare alla fine addebiti impropri. C’è anche chi chiede l’IVA sul canone, ma è chiaro che se la intasca perché gli affitti sono esenti da IVA.
E’ da ricordare che il locatore privato, diversamente dall’albergatore, non risponde dei furti, tranne patto contrario. Risponde invece della sicurezza degli impianti, quindi accertarsi (o farsi rilasciare una dichiarazione) che la casa è munita di un “salvavita” contro le folgorazioni elettriche e che per l’impianto di riscaldamento a gas c’è la “dichiarazione di conformità”. Infine, se si stipula il contratto diverso tempo prima della vacanza, è meglio prevedere la possibilità di disdetta (per eventi imprevedibili) pagando solo la “caparra penitenziale”, ovvero l’acconto versato che secondo gli usi non può superare il 25 per cento: in molti contratti, infatti, è previsto il pagamento dell’intero importo in caso di disdetta.
 

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