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Ancora pratiche commerciali scorrette da parte delle compagnie telefoniche Wind Tre e Vodafone a danno degli utenti. Dura condanna dell’AGCM

Una nuova multa di 4,3 milioni di euro a Wind Tre e un’altra di 6 milioni di euro a Vodafone: si sono concluse così le due istruttorie dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato nei confronti delle due compagnie telefoniche nel corso delle quali sono state accertate violazioni al Codice del Consumo.

Le pratiche scorrette

 

L’Autorità ha rilevato, nello specifico, che Wind Tre e Vodafone da giugno 2018 non hanno fornito informazioni chiare ed immediate nella promozione di offerte “personalizzate” di winback per i servizi di telefonia mobile rivolte ad ex clienti, contattati prevalentemente tramite sms, limitandosi  ad indicare le sole condizioni del piano tariffario proposto in termini di prezzo e traffico incluso ed omettendo nel messaggio, viceversa, di dar conto di ulteriori costi o di vincoli di fruizione delle offerte.

La decisione dell’Antitrust su Wind e Vodafone

Gli accertamenti dell’AGCM

L’Autorità ha ritenuto tale condotta idonea ad indurre in errore il consumatore medio in ordine al contenuto della proposta ed a fargli assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso.

L’Autorità ha inoltre accertato che nella fase di adesione dei consumatori a tutte le offerte di telefonia mobile, Wind Tre e Vodafone hanno pre-attivato diversi servizi e/o opzioni aggiuntivi rispetto all’offerta principale, con aggravio di costi, senza il preventivo ed espresso consenso del consumatore.

Il commento di UNC

“Le compagnie telefoniche, imperterrite, si ostinano a non essere trasparenti, a omettere tutti i costi legati alle loro offerte, a non chiedere il preventivo consenso del consumatore nei modi dovuti”, afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Purtroppo il legislatore dovrebbe consentire all’Authority di comminare sanzioni ancora più pesanti, specie per le compagnie telefoniche, considerato quanto sono recidive. Ora attendiamo le sanzioni anche per la vicenda delle bollette da 28 giorni”, conclude Dona.