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Gli operatori di telefonia mobile hanno introdotto su contratti prepagati una modalità di prosecuzione del servizio in caso di credito esaurito

Elena Leoparco

Nuova multa per le compagnie telefoniche Tim, Vodafone, Wind Tre. L’Agcom ha infatti accertato che gli operatori di telefonia mobile avevano introdotto una modifica contrattuale secondo cui, al termine del credito di una carta prepagata, non sarà necessario ricaricare immediatamente per accedere al traffico in uscita ma i consumi verranno addebitati a costi aggiuntivi e detratti dalla successiva ricarica.

 

Le verifiche dell’Agcom

L’Autorità ha ritenuto che la condotta degli operatori non possa configurarsi come semplice esercizio dello “jus variandi” per il quale non è necessaria l’accettazione da parte degli utenti essendo sufficiente la garanzia di un diritto di recesso dal contratto senza costi.

Come verificato dall’Autorità nel corso di un’approfondita istruttoria avviata lo scorso mese di luglio, gli operatori non si sono limitati, infatti, a modificare le originarie condizioni del contratto prepagato sottoscritto, ma vi hanno inserito un elemento nuovo che, in quanto tale, doveva essere accettato dagli utenti.

La condotta menzionata è risultata inoltre in contrasto con quanto previsto dalla delibera che obbliga gli operatori a far cessare immediatamente la connessione dati nel caso in cui il credito disponibile sia completamente esaurito e a riattivarla soltanto dopo aver ricevuto un’espressa manifestazione di volontà da parte dei clienti.

L’Autorità ha inoltre riscontrato una mancanza di trasparenza da parte degli operatori nell’ambito delle informative rese in occasione di alcune variazioni delle condizioni economiche di offerte di rete mobile.

Nel caso di WindTre, è stata sanzionata anche l’introduzione di un costo associato alla navigazione internetillimitata a 128Kb allorché sia stato esaurito il bundle dati associato all’offerta sottoscritta.

Il parere delle associazioni

“Le compagnie telefoniche continuano imperterrite a violare i diritti dei consumatori“, afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “In questo caso, addebitando costi senza che il cliente abbia espresso la volontà di avere un traffico aggiuntivo, a fronte dell’esaurimento del proprio credito” prosegue Dona.

“Insomma, credono di poter decidere al posto dei consumatori e di potere attivare servizi a loro piacimento. Non hanno ancora capito che il preventivo consenso del cliente va sempre chiesto e deve essere sempre espresso”.