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Da più di tre anni c’è una legge contro il telemarketing selvaggio ma finora è rimasta in standby. L’UNC lancia una petizione per chiedere lo stop ai call center molesti attraverso l’entrata in vigore della riforma

Sabrina Bergamini

Stop ai call center molesti. Chiamano a tutte le ore, con offerte disparate e insistenti. La pubblicità aggressiva che passa dal telemarketing selvaggio continua a raggiungere e a disturbare i consumatori. Per dire basta a tutto questo l’Unione Nazionale Consumatori lancia la campagna #nondisturbarmi e con essa una raccolta di firme per chiedere che la riforma sul telemarketing entri subito in vigore.

Il bello è infatti questo: una legge esiste, dal 2018, ma è rimasta in standby. Senza il regolamento che dovrebbe farla entrare in vigore.

 

Risultato? Da oltre tre anni c’è una legge contro i call center molesti ma il telemarketing continua a imperversare e a chiamare, appunto, a tutte le ore.

UNC: “Basta al call center molesti”

«È il momento di dire basta ai call center molesti che chiamano a tutte le ore del giorno proponendo offerte irrinunciabili – dice il presidente UNC Massimiliano Dona – Da oltre tre anni esiste una legge che metterebbe un freno al telemarketing selvaggio ma non si capisce perché non sia ancora entrata in vigore».

L’associazione ha dunque lanciato la campagna #nondisturbarmi per chiedere al Governo che la legge in questione, la n. 5 dell’11 gennaio 2018, entri immediatamente in vigore.

«I consumatori sono esasperati da chi chiama a tutte le ore incurante della privacy e spesso con atteggiamenti aggressivi e insistenti per vendere qualcosa o proporre un cambio di contratto – prosegue Dona – Purtroppo a chi ci scrive per lamentarsi della maleducazione di certi call center, oggi possiamo dare ben poche certezze. La legge, a cui abbiamo contribuito sollevando il problema già nel 2016 con una prima campagna, è in standby da quando è stata approvata. Non possiamo più accettarlo, soprattutto in un momento come questo in cui le persone sono più fragili psicologicamente ed emotivamente».

I punti chiave della legge del 2018

Fra punti chiave della legge, che prevede la riforma del registro pubblico delle opposizioni (cui i consumatori devono iscriversi per opporsi al trattamento dei loro dati), c’è il fatto che i consumatori possono revocare tutti i consensi espressi in precedenza e accumulatisi nell’arco degli anni.

Altro punto importante: è possibile iscrivere anche i numeri di cellulare. In aggiunta, le società che commissionano le telefonate ai call center sono considerate responsabili in caso di violazioni della privacy di questi ultimi.

La storia dei call center molesti

Nella storia dei call center molesti ci sono innovazioni legislative che hanno complicato la vita dei consumatori e riforme finora incomplete.

Come ricostruisce l’UNC, il principio che valeva all’origine era il sistema dell’opt in: nessuno poteva chiamare per vendere qualcosa salvo che la persona contattata non avesse dato un espresso consenso.

Si è poi passati, spiega l’UNC, al sistema dell’opt out: bisogna tirarsi fuori dal sistema oppure vale una sorta di silenzio assenso. E dunque se non ci si oppone espressamente, chiedendo di non essere contattati, è consentito il trattamento dei dati personali per fini commerciali. Se il consumatore non vuole ricevere chiamate promozionali e pubblicitarie da parte degli operatori di telemarketing deve iscriversi al Registro pubblico delle opposizioni.

Il Registro delle opposizioni

Il Registro è gratuito ma fino alla nuova legge non era possibile iscrivere i numeri cellulari né quelli fissi non presenti in elenco. Ecco dunque che la nuova legge del 2018 estende il campo di applicazione a cellulari e numeri non presenti in elenco. Una riforma, spiega l’UNC, rimasta però in attesa.

«Piccolo particolare: per entrare in vigore la legge necessitava di un regolamento che doveva definirne funzionamento e modalità operative, ma a tutt’oggi la riforma non è ancora diventata realtà».

Un nuovo passaggio c’è stato a gennaio di quest’anno, quando il Garante Privacy ha dato parere favorevole al regolamento del Registro pubblico delle opposizioni ma ha chiesto di precisare che le nuove regole si applicano solo alle chiamate fatte, per via telefonica, da un operatore. I sistemi automatizzati di chiamata, usati per finalità di telemarketing, prevedono sempre il consenso dell’interessato.

La campagna #nondisturbarmi

Quanto il regolamento entrerà in vigore i consumatori potranno dunque revocare tutti i consensi che hanno dato nell’arco degli anni. E potranno iscrivere nel registro delle opposizioni numeri di cellulare e i numeri fissi non in elenco. Quanto ci vorrà?

Per accelerare i tempi l’UNC ha lanciato la petizione #nondisturbarmi. Da oltre tre anni c’è una legge per regolare il teleselling selvaggio «ma non è stata ancora attuata per colpa dei tanti interessi economici in gioco. Diciamo stop ai rinvii, la nostra privacy è una priorità».