Notizie recenti

Newsletters

 
 
Accedi

Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Uno dei nostri obiettivi è diventare il TUO punto di riferimento!

Se non conosci i tuoi diritti, se non sai come farli valere, se hai problemi con

la Pubblica Amministrazione o con i gestori dei servizi pubblici,

l' U.N.C. ti offre assistenza legale, fiscale e consigli utili, tutelandoti in tutte le sedi,

anche giudiziarie,conciliative,tributarie ...

L' UNIONE fa la forza se dai forza all'UNIONE.

 

L’Antitrust multa le compagnie telefoniche per la gestione del servizio di roaming marittimo. 1 milione e 800 mila euro per Tim, 1 milione e 500 mila euro per Wind Tre e 2 milioni di euro per Vodafone

Sabrina Bergamini

Roaming marittimo, stangata dell’Antitrust nei confronti di Tim, Wind Tre e Vodafone. Il modo in cui le compagnie telefoniche hanno gestito finora il servizio di roaming marittimo, senza informare adeguatamente i consumatori dell’attivazione del servizio e dei costi (molto alti) fa scattare la sanzione dell’Antitrust per pratica commerciale scorretta. 1 milione 800 mila euro la sanzione per Tim, 1 milione 500 mila euro per Wind Tre e 2 milioni di euro per Vodafone Italia.

 

Roaming marittimo: ecco come funziona il cellulare in nave

Il roaming marittimo è un servizio offerto dagli operatori di telefonia che permette ai clienti di connettersi ai servizi di telecomunicazione anche su navi e traghetti, agganciandosi al satellite.

Il roaming marittimo permette perciò ai consumatori di usare i servizi di comunicazione mobile su un traghetto, usando il dispositivo cellulare Gsm anche quando viene persa la copertura della rete terrestre, agganciandosi a un sistema di collegamenti satellitari.

Il servizio di roaming marittimo, spiega l’Antitrust, inizia a essere erogato automaticamente, utilizzando la rete marittima a bordo dell’imbarcazione, quando l’imbarcazione si allontana dalla costa. I suoi costi sono elevati. Spiega l’Antitrust che «per i servizi mobili forniti tramite sistema satellitare, come quelli offerti in nave (roaming marittimo) e in aereo (roaming aereo), sono addebitati costi non regolamentati, ossia privi di massimali tariffari».

Roaming marittimo e compagnie telefoniche

I tre procedimenti verso Telecom Italia, Wind Tre e Vodafone Italia sono stati pubblicati nell’ultimo bollettino dell’Autorità garante della concorrenza. La motivazione su cui si muove l’Antitrust è che le compagnie abbiano addebitato ai clienti costi per fornire il roaming marittimo senza un’adeguata e tempestiva informativa sia sull’abilitazione della scheda Sim alla fruizione, sia al funzionamento automatico del servizio oltre che sui relativi costi e in assenza di richiesta da parte dei clienti.

Scrive l’Antitrust che «dalle evidenze istruttorie emerge che Telecom Italia ha fornito, almeno dal giugno 2019, senza alcuna richiesta da parte dei clienti, con relativo addebito di costi ingenti e inaspettati, non avendo loro fornito specifica informativa, il servizio di roaming marittimo durante la navigazione lontano dalla costa su determinate navi. La conseguenza è che gli stessi clienti si sono trovati a sopportare tali costi per connessioni dati, anche involontarie, a causa di aggiornamenti automatici anche di APP e sincronizzazioni, come indicato dallo stesso operatore telefonico, e per le chiamate telefoniche anche in arrivo, in modo del tutto inconsapevole».

Come evitare l’attivazione automatica?

Per evitare l’attivazione automatica, il consumatore potrebbe spegnere il cellulare, impostare l’opzione “modalità aerea” o disattivare l’opzione roaming. «Tuttavia, l’assenza di consapevolezza del consumatore circa l’attivazione del servizio in questione e la mancanza di informazioni adeguate circa l’esistenza di tale servizio, impediscono al cliente, che non è interessato ad utilizzare il cellulare durante la navigazione, di disattivare il servizio».

Vero è che esiste un sms di benvenuto ma questo, spiega ancora l’Antitrust, viene trasmesso solo dopo l’attivazione del servizio e non è detto che il cliente lo legga in modo tempestivo.

Inoltre «il contenuto dell’SMS appare piuttosto carente, limitandosi a riportare i costi senza indicare che, per evitare addebiti, occorre spegnere il cellulare oppure attivare la modalità “aereo” oppure disattivare sul proprio dispositivo l’opzione “roaming”».

Da questa argomentazione scaturisce la valutazione di pratica commerciale scorretta. La sanzione per Telecom Italia è di 1.800.000 euro.

Servizio senza richiesta

Argomentazioni analoghe per Wind e Vodafone. Dalle evidenze emerge che le compagnie, «senza alcuna richiesta da parte dei clienti», hanno fornito il servizio di roaming marittimo durante la navigazione su tratte italiane su determinate navi. La conseguenza è che gli stessi clienti si sono trovati a sopportare tali costi per connessioni dati, anche involontarie, a causa di aggiornamenti automatici di App, sincronizzazioni, connessioni always on e chiamate telefoniche anche in arrivo «in modo del tutto inconsapevole».

«Date le caratteristiche del roaming marittimo, in assenza di adeguata informativa da parte degli operatori, il consumatore medio non è in grado di sapere che su alcune imbarcazioni in tratte nazionali esiste la presenza di collegamento satellitare – scrive ancora l’Antitrust – Invero, il consumatore medio, che viaggia su rotte nazionali (ad esempio, tra Civitavecchia e Olbia o tra Livorno e Palermo), potrebbe facilmente supporre che lontano dalla costa potrà perdere il collegamento alla rete terrestre e rimanere senza collegamento o, al limite, potrebbe pensare di essere sotto roaming europeo “Like at home”».

La sanzione per Wind Tre S.p.A. è di 1.500.000 euro e per Vodafone Italia di 2.000.000 euro.

Roaming marittimo, l’UNC: costi esorbitanti

«Ottima notizia. Penalizzare chi viaggia, addebitando costi senza informare adeguatamente e tempestivamente il consumatore dell’abilitazione della scheda Sim al funzionamento del servizio sulla nave, senza magari che il consumatore lo volesse, non avendolo richiesto, è inaccettabile – commenta Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori – Il consumatore deve sempre libero di accettare o rifiutare un servizio, specie visto che implica dei costi aggiuntivi a dir poco esorbitanti, per non dire pazzeschi. Come se non bastasse il caro traghetti. Ora speriamo che questa pratica scorretta non si ripeta».