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Continua la telenovela dei rimborsi per la fatturazione a 28 giorni. La decisione del Consiglio di Stato, che doveva pronunciarsi entro il 31 marzo, è slittata ancora. A fine maggio. La questione delle bollette a 28 giorni e dei rimborsi dovuti ai consumatori – non in termini di denaro ma di spostamento in avanti della fatturazione, secondo quando deciso dall’Agcom – continua dunque a trascinarsi.

 

Il Consiglio di Stato, spiega la Repubblica, aveva congelato i rimborsi, confermati dal Tar del Lazio, in attesa di conoscere le motivazioni della sentenza, che a novembre aveva confermato l’obbligo di restituire agli utenti i giorni erosi in bolletta, mentre aveva annullato le sanzioni comminate dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni verso Tim, Vodafone, Fastweb e WindTre per il mancato rispetto dell’obbligo di cadenza mensile delle fatturazioni. “Ad oggi, però – scrive la Repubblica – non è ancora arrivata la pubblicazione integrale delle motivazioni: mancano quelle della sentenza relativa a Tim. Palazzo Spada, dunque, si è trovato nella condizione di non poter confermare i rimborsi, nonostante avesse indicato la scadenza del 31 marzo per la decisione finale. A questo punto, il Consiglio di Stato – a quanto si apprende – ha rinviato la decisione riguardante tutti i rimborsi (anche relativi a Wind 3, Vodafone e Fastweb dei quali sono note le motivazioni del Tar), a fine maggio”.

La vicenda dunque slitta ancora in avanti. Il caso che riguarda la restituzione dei giorni erosi in bolletta doveva risolversi entro il 31 dicembre dello scorso anno ma sempre a dicembre era stata disposta dal Consiglio di Stato la sospensiva, come richiesto dalle società telefoniche, di quanto deciso dal Tar del Lazio che a novembre aveva confermato l’obbligo di restituzione in bolletta dei giorni “erosi” agli utenti con la fatturazione a 28 giorni, mentre aveva annullato le sanzioni decise dall’Agcom. La stessa Agcom, a luglio, aveva previsto il meccanismo di rimborso: i giorni che ogni operatore deve riconoscere in fattura agli utenti riguarda il periodo compreso fra il 23 giugno 2017 e la data in cui è stata ripristinata la fatturazione su base mensile, i primi di aprile 2018 . Gli operatori dovranno dunque posticipare la data di decorrenza della fattura per un numero di giorni pari a quelli illegittimamente erosi (eventualmente spalmati su più fatture).

La nuova attesa solleva le proteste delle associazioni consumatori. “Una vergogna! Siamo all’ennesimo rinvio! La giustizia continua a non funzionare, assecondando la politica dilatoria delle compagnie telefoniche, che si arrampicano sui muri e sugli specchi pur di rinviare il sacrosanto rimborso agli utenti”, ha commentato Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

Ed è caos nella vicenda delle bollette. Dice il presidente del Codacons Carlo Rienzi:  “Per gli utenti della telefonia non c’è pace. Oltre 10 milioni di italiani attendono da mesi i rimborsi cui hanno diritto per aver subito le illegittime bollette a 28 giorni che hanno prodotto un illecito rincaro delle tariffe. Dai tribunali arrivano però sentenze contrastanti e continui rinvii delle decisioni che gettano caos nella vicenda e avvantaggiano unicamente le compagnie telefoniche, permettendo loro di non corrispondere i rimborsi che secondo l’Agcom sono dovuti agli utenti. Attendiamo ora di leggere le motivazioni del Consiglio di Stato e sulla base di quelle valuteremo le azioni da intraprendere a tutela dei consumatori italiani”.