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L’Antitrust ha multato Tim per non aver rispetto gli impegni presi contro le discriminazioni verso gli Iban europei. 500 mila euro la sanzione per i ritardi nel settore della telefonia fissa

Sabrina Bergamini

L’Antitrust ha multato Tim per non aver rispettato gli obblighi presi per eliminare le discriminazioni verso gli Iban europei in fase di domiciliazione dei contratti di telefonia su conti correnti esteri, in particolare di paesi Ue. Per inottemperanza al provvedimento dell’Antitrust, ha deciso una sanzione amministrativa pecuniaria di 500 mila euro.

Discriminazioni Iban europei, gli impegni presi

Nel 2019, l’Antitrust aveva chiuso il procedimento che riguardava il divieto di discriminazione per le domiciliazioni bancarie a svantaggio delle banche estere all’interno dell’Unione Europea (Iban discrimination) rendendo obbligatori una serie di impegni proposti da Tim.

 

Gli impegni prevedevano «l’implementazione, entro giugno 2019, delle funzionalità necessarie all’accoglimento delle richieste di domiciliazione su conti correnti di banche residenti nei Paesi UE», che avrebbe permesso la domiciliazione su banche appartenenti a uno qualsiasi degli Stati dell’UE in maniera automatica e senza bisogno di ricorrere a lavorazioni manuali ad hoc. Prevedevano poi l’estensione, da aprile 2019, della possibilità di domiciliazione del pagamento su carte di credito anche per le utenze di telefonia fissa oltre che per quelle mobili. Più una campagna di comunicazione sul sito web di TIM e sulle fatture.

«Gli impegni presentati e resi vincolanti dall’Autorità – spiega l’Antitrust nel provvedimento, pubblicato sul bollettino del 13 luglio 2020 – riguardavano, tra l’altro, la realizzazione, entro giugno 2019, delle funzionalità necessarie all’accoglimento delle richieste di domiciliazione su conti correnti di banche residenti nei Paesi UE. Tale misura, attraverso l’adeguamento dei sistemi informativi della società alla gestione degli Iban esteri, grazie a una modifica di “sistema” su tutte le procedure automatizzate di domiciliazione delle utenze di telefonia fissa e mobile, avrebbe consentito la domiciliazione su banche appartenenti a uno qualsiasi degli Stati dell’UE mediante procedure identiche a quelle delle richieste di domiciliazione su c/c nazionali».

La tempistica seguita da Tim

Quale è stata la tempistica degli impegni?

Per la telefonia fissa, la domiciliazione bancaria per i già clienti può essere attivata da luglio 2019 anche su conti esteri dell’area Sepa, attraverso il canale telefonico e i punti vendita, e sul sito aziendale a partire da ottobre 2019.

Per i nuovi clienti della linea fissa, la domiciliazione bancaria può essere attivata da luglio 2019 anche su conti esteri dell’area Sepa, attraverso il canale telefonico e i punti vendita, ma non attraverso il sito di TIM. Questa può invece essere attivata dall’inizio di febbraio 2020 on line attraverso un processo che richiedeva però un contatto con un operatore. Dal 27 febbraio 2020, anche per i nuovi clienti della telefonia fissa è disponibile un processo di domiciliazione on line automatizzato (gestibile autonomamente dai clienti stessi).

Per la telefonia mobile, invece, la domiciliazione bancaria su conti esteri Sepa, come quella su conti nazionali, può essere effettuata, da luglio 2019, attraverso il “canale fisico” (negozi TIM) riempendo l’apposito modulo.

Iban discrimination, mancata ottemperanza per la telefonia fissa

Quello che l’Antitrust contesta è il mancato rispetto degli impegni presi, con la relativa tempistica di attuazione, per la telefonia fissa.

Per la telefonia mobile la procedura è ritenuta regolare perché non c’è una discriminazione di trattamento tra domiciliazione delle utenze con Iban esteri e italiani: per tutti e due TIM ha scelto di consentire la domiciliazione presso il solo canale fisico dei punti vendita.

Al contrario «per la telefonia fissa (che riguarda la grande maggioranza degli utenti che effettuano la domiciliazione bancaria), risulta una mancata ottemperanza di TIM agli impegni accettati e resi vincolanti dall’Autorità».

«Per le domiciliazioni on line degli utenti di telefonia fissa emerge che – da giugno 2019 fino a fine febbraio 2020 – TIM non ha provveduto a realizzare la prevista procedura per le domiciliazioni su Iban esteri gestibile in piena autonomia dagli utenti stessi e tale, quindi, da assicurare la domiciliazione bancaria con Iban esteri con modalità identiche a quelle riguardanti gli Iban nazionali, per i quali la procedura era invece disponibile».

Tim insomma è in ritardo rispetto ai tempi previsti negli impegni che aveva presentato perchè solo a partire da fine febbraio 2020 ha fornito ai clienti un sistema di accettazione di Iban esteri del tutto analogo (stesse procedure per tutti i canali) a quello utilizzato per le operazioni attuate attraverso conti correnti italiani. Da qui la sanzione di 500 mila euro.