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L’agroalimentare italiano vale 205 miliardi, rappresenta il 12% del Pil ed è un elemento di traino per l’intera economia all’estero, dove rappresenta il vero simbolo del Made in Italy. Così il primo Forum dell’agroalimentare italiano organizzato da Filiera Italia e Coldiretti a TuttoFood, la manifestazione dedicata al sistema agroalimentare, “hub internazionale dell’agroalimentare e del cibo di qualità”, in corso a Milano fino al 9 maggio.

 

“Con 1,3 milioni di addetti, +33,3% in 5 anni, 41,8 miliardi di euro di esportazioni con un incremento del 47,8% dal 2008, le imprese agricole di eccellenza italiane rappresentate da Coldiretti e i principali marchi dell’industria alimentare nazionale, riuniti in una storica alleanza, hanno presentano al presidente del Consiglio Conte una realtà da primato del Made in Italy nel mondo e le aspettative che il settore ha per il futuro”, informa una nota, facendo riferimento allo studio Censis  su “Il valore della filiera italiana del cibo”.  

“Quello che con l’eredità di Expo è ormai sempre più riconosciuto a livello globale – ha detto Luigi Scordamaglia Consigliere delegato di Filiera Italia – è che la filiera italiana del cibo viene considerata il modello ideale per vincere la sfida alimentare del futuro a livello globale”. In questo ambito, e in una strategia che vuole raccontare le eccellenze alimentari nel mondo, rivendicare trasparenza in etichetta e nei processi produttivi, contrastare l’Italian Sounding, “oggi abbiamo chiesto con una voce sola al Presidente Conte – prosegue Scordamaglia – di mettere la filiera del cibo al centro delle priorità politiche del Paese, di difenderla a livello internazionale da dazi e false imitazioni, di adottare politiche premianti anche di carattere fiscale per chi produce in Italia usando prodotti agricoli nazionali, di completare il percorso sulla trasparenza di origine in etichetta”.