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Quattro adulti su dieci in Italia si trovano complessivamente in uno stato di sovrappeso e obesità. Poca frutta e verdura in tavola, scarsa consapevolezza fra le persone e scarsa attenzione da parte dei medici

Sabrina Bergamini

Poca frutta e verdura in tavola, in lotta con la bilancia che va sempre troppo su, complessivamente sedentari. Quattro adulti su dieci in Italia si trovano in una condizione di eccesso di peso: tre in sovrappeso e uno obeso. È uno dei dati che arrivano dall’Istituto superiore di sanità e dal sistema di sorveglianza Passi e Passi d’argento, fatti rispettivamente sulla popolazione dai 18-69 anni e sugli ultra65enni.

L’alimentazione è ancora carente di frutta e verdura perché appena un italiano su dieci ne consuma cinque porzioni al giorno, la quantità raccomandata delle linee guida per una corretta alimentazione. Sovrappeso e obesità sono ancora troppo diffusi.

 

Sovrappeso e obesità, le stime Iss

I dati riferiti dagli intervistati Passi relativi a peso e altezza, dice l’Iss, «portano a stimare che 4 adulti su 10 siano in eccesso ponderale: 3 in sovrappeso (con un indice di massa corporea – Imc – compreso fra 25 e 29,9) e 1 obeso (Imc ≥ 30)».

Sono condizioni che risentono di una serie di fattori: l’eccesso di peso è più frequente man mano che l’età aumenta, fra gli uomini rispetto alle donne, fra le persone con difficoltà economiche e fra chi ha un basso livello di istruzione.

Si trovano peggio le regioni del Sud. La Campania, dice l’Iss, continua a detenere il primato per quota più alta di persone in eccesso ponderale (più della metà). Seguono Calabria, Basilicata, Molise, con valori non molto distanti. Nel corso degli ultimi anni la quota di persone in sovrappeso non si è modificata mentre l’obesità è lentamente aumentata sia al Sud sia al Nord, ad eccezioni del Centro dove invece c’è stata una riduzione.

Scarsa consapevolezza dei cittadini e poca attenzione dei medici

Dalle parole dell’Iss emerge anche un problema di consapevolezza. Gli italiani non percepiscono molto la loro condizione di sovrappeso. E un altro fattore, forse più inaspettato, è legato alla scarsa attenzione riservata dai medici a questo tema. Sono insomma pochi coloro che consigliano ai pazienti di perdere peso, specialmente se si tratta di sovrappeso e non di obesità, e ancor meno quelli che consigliano di fare attività fisica. Questo almeno secondo le risposte degli intervistati.

«Le persone in sovrappeso o obese – scrive l’Iss – sembrano essere poco consapevoli del loro stato di eccesso ponderale e non si percepiscono tali: fra le persone in sovrappeso meno della metà ritiene troppo alto il proprio peso corporeo; fra le persone obese c’è maggiore consapevolezza, tuttavia non è trascurabile il numero di persone (più di 1 su 10) che ritiene il proprio peso giusto. Generalmente le donne sono più consapevoli del problema rispetto agli uomini e l’essere coscienti del proprio eccesso ponderale favorisce l’adozione di comportamenti alimentari corretti».

Meno della metà degli intervistati in eccesso di peso riferisce di aver avuto dal proprio medico il consiglio di perdere peso. Quando accade è soprattutto per condizioni di obesità. E, rileva l’Iss, questo aspetto è molto importante perché «quando il consiglio di mettersi a dieta arriva da parte di un medico incoraggia chi lo riceve a metterlo in pratica. Infatti la quota di persone in eccesso ponderale che dichiara di seguire una dieta è significativamente maggiore fra coloro che hanno ricevuto il consiglio medico rispetto a quelli che non lo hanno ricevuto (42% vs 14%)».

Ancora meno frequente, dice ancora l’Iss, è il consiglio medico di praticare attività fisica per le persone in eccesso ponderale.

I dati nel mondo e l’ambiente “obesogenico”

Obesità ed eccesso di peso sono un problema sempre più comune nel mondo. Lo evidenziano tutte le principali agenzie sanitarie. E uno dei fattori di rischio è l’esistenza di un ambiente “obesogenico”: c’è insomma troppo cibo di bassa qualità, a basso costo e pieno di zuccheri e grassi.

Secondo il rapporto congiunto pubblicato a settembre 2018 dalla Fao (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura), dallo Ifad (Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo), dall’Unicef (Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia), dal Programma alimentare mondiale (Wfp) e dall’Oms, intitolato “The state of food security and nutrition in the world 2018. Building climate resilience for food security and nutrition”, nel 2017 nel mondo 672 milioni di persone (circa 1 su 8) erano obese e 38,3 milioni di bambini sotto i 5 anni di età (5,6%) erano in sovrappeso.

«Gran parte dell’eccesso ponderale – dice l’Iss – è attribuito a un ambiente definito “obesogenico”, essenzialmente riferito alla disponibilità di alimenti di scarsa qualità e a basso costo la cui distribuzione commerciale è sostenuta da efficienti sistemi di marketing, le strategie di comprovata efficacia per contrastare il fenomeno risultano essere quelle riconducibili a interventi finalizzati alla modifica dei comportamenti individuali agendo sugli aspetti regolamentativi e normativi, sulle questioni legate alle etichettature e sui prezzi dei cibi».