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I cellulari sono entrati nella nostra vita: ognuno di noi ne ha uno se non di più, in molti, però, dopo la repentina diffusione, hanno iniziato a domandarsi se questi oggetti che ci tengono costantemente collegati possano nuocere alla nostra salute.

L’opinione degli esperti

Le ricerche in questo campo negli ultimi anni si sono intensificate tuttavia, le prove raccolte al momento non sono ancora sufficienti per avvalorare, con certezza scientifica, né la tesi di chi sostiene che le onde emesse dagli smartphone facciano male né quella di chi sostiene il contrario.

 

Infatti, l’Organizzazione Mondiale della Sanità dichiara che non ci sono prove scientifiche a sufficienza per dimostrare che, l’uso intenso dello smartphone, possa essere considerato un fattore che aumenta il rischio tumorale.

L’AIRC, Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell’OMS, ha portato avanti alcuni studi sperimentali in colture animali e cellulari che però hanno prodotto risultati discordanti, infatti: quando i soggetti esposti alle radiofrequenze tipiche dei cellulari hanno mostrato un qualche tipo di correlazione tra esposizione e fenomeni tumorali, l’esposizione era così intensa da non poter essere paragonata a un uso “normale” del cellulare.

In Italia

Lo scenario che ci viene restituito circa l’uso del cellulare nel nostro paese arriva dai dati ISTAT ed è più che evidente che i numeri che riguardano l’uso dei cellulari siano destinati ad una crescita esponenziale, infatti, sempre più giovani possiedono un smartphone e iniziano ad usarlo sempre prima: il primo approccio avviene tra i 3 e i 5 anni; l’85% dei giovani di età compresa tra gli 11 e i 17 anni usa quotidianamente il proprio smartphone e per il 60% di loro è la prima cosa da fare al mattina e prima di addormentarsi.

Il Ministero della Salute che si occupa della salute nel nostro paese tiene sotto grande considerazione la questione almeno dal 2012, anno in cui, una sentenza del Tar del Lazio  obbligò sia il Ministero della Salute che quelli dell’Ambiente e dell’Istruzione ad avviare iniziative di sensibilizzazione circa i possibili rischi che si corrono con un uso improprio dello smartphone, anche se, nella sentenza, si legge chiaramente come “ad oggi le conoscenze scientifiche non dimostrino alcun nesso di causalità tra esposizione a radiofrequenze e patologie tumorali”.

In questo senso il MdS ha avviato una campagna di sensibilizzazione su quali potrebbero essere le ripercussioni cui andiamo incontro in caso di utilizzo “intensivo” del nostro smartphone.

Alcuni consigli utili

La scienza ha bisogno di tempo per decretare se l’uso di questi device può essere nocivo o meno ma, nel frattempo, il ministero della Salute ha elaborato una lista con alcuni consigli da adottare per ridurre l’esposizione alle onde elettromagnetiche:

  • usare sempre l’auricolare o il viva voce (quando si è alla guida è obbligatorio);
  • usare, quando possibile, messaggi di testo e audio;
  • telefonare solo in caso di buona ricezione del segnale esponendoci così solo a radiofrequenze con potenza minima;
  • in caso di pacemaker non tenere il dispositivo vicino al cuore.

Autore: Lorenzo Cargnelutti