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“Centrifughe del sangue” illecite e svolte in modo illegale. E interventi chirurgici di medicina sperimentale fatti senza autorizzazione. Sono due dei fenomeni che i carabinieri del Nas hanno riscontrato in una serie di controlli fatti su ambulatori, poliambulatori e studi medici in tutta Italia, scoprendo illeciti trattamenti del sangue e strutture prive di autorizzazione. Sono stati chiusi 52 centri sanitari privati. Su 607 studi controllati, sono state trovate irregolarità in 172 strutture. Sequestrate quasi duemila confezioni di farmaci scaduti o defustellati.

 

Uno dei fenomeni riscontrati dal Comando Carabinieri per la Tutela della Salute duranti questi controlli riguarda alcuni trattamenti del sangue fatti senza autorizzazioni e a rischio per i pazienti. Si tratta, spiega una nota del Nas, di prestazioni di medicina estetica chiamate “PRP” (plasma ricco di piastrine), riscontrate presso alcune cliniche private, poliambulatori e anche studi medici odontoiatrici e “finalizzate a processi di rigenerazione cellulare con fattori di crescita piastrinici a scopo dermatologico e di ricostruzione maxillo-facciale. Nel corso delle ispezioni, – spiegano i Carabinieri – è stato accertato che tale procedura viene attuata illegalmente e senza autorizzazioni mediante il prelievo di sangue dai pazienti per essere reinfuso agli stessi una volta lavorato e concentrato per mezzo di apparecchiature convenzionalmente denominate “centrifughe del sangue”. L’esecuzione di tali fasi di manipolazione del sangue e dei suoi derivati, se condotte in assenza di corretta prassi clinica ed adeguata preparazione, può determinare seri rischi biologici e di infezioni ai pazienti sottoposti ai trattamenti. Al riguardo, si invitano i cittadini a rivolgersi a strutture sanitarie che abbiano una specifica autorizzazione all’utilizzo degli emoderivati, in quanto la tecnica PRP può essere eseguita solo presso servizi trasfusionali o in centri che adottino protocolli validati dal Centro Nazionale Sangue, ente di riferimento in materia”. Altra scoperta riguarda la pratica in alcune cliniche private e senza autorizzazione di interventi chirurgici di medicina sperimentale chiamati “lipofilling articolare”.

Irregolarità sono state trovate nel 28% degli studi controllati e riguardano soprattutto casi di esercizio abusivo della professione sanitaria, in particolare odontoiatrica, detenzione di farmaci scaduti di validità ed erogazione di prestazioni mediche di svariate branche specialistiche in strutture prive di autorizzazione e in locali con carenze igienico-strutturali ed impiantistiche.

Sono state contestate 341 violazioni penali e amministrative e deferiti all’Autorità giudiziaria 222 medici e professionisti nel settore sanitario, mentre altri 77 sono stati sanzionati per infrazioni amministrative, per un ammontare di 193 mila euro. Sono stati sequestrate 1.915 confezioni di medicinali scaduti di validità o defustellati e svariate apparecchiature e dispositivi medici non regolari, per un valore stimato in oltre 103 mila euro. E a causa di gravi irregolarità igieniche e strutturali sono state chiuse e sospese le attività di 52 strutture sanitarie il cui valore economico ammonta a oltre 16 milioni di euro.