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Nel decreto fiscale attualmente in discussione (si tratta di una delle parti più rilevanti della manovra) arriva una norma dedicata alla cosiddetta “rc auto familiare” che potrebbe portare risparmi consistenti (fino al 30%) per le famiglie che hanno più di un veicolo assicurato.

Di cosa si tratta è presto detto: fin dal prossimo rinnovo della nostra assicurazione, si potrà beneficiare della fascia assicurativa più bassa fra tutti i veicoli di proprietà del nucleo familiare. Insomma, nel caso si possieda un motorino in 14esima fascia e un’auto in prima, a partire dal prossimo rinnovo dell’assicurazione, anche il motorino passerà in prima fascia, con un significativo risparmio sul premio.

 

Le nuove norme ampliano di fatto la legge Bersani in materia di classi di merito perché consentono a tutti i componenti del nucleo familiare di assicurare i mezzi di trasporto “anche di diversa tipologia” (quindi non più solo auto con auto ma anche auto con motorino o moto) con la classe di merito più favorevole, a patto però che non ci siano stati incidenti “con responsabilità esclusiva o principale o paritaria negli ultimi 5 anni”.

Su quest’ultimo “cavillo” dobbiamo chiederci se non rischia di attutire le dimensioni della riforma, ma intanto, come rappresentanti dei consumatori, ci portiamo a casa la bella notizia: l’emendamento dovrebbe avere, infatti, un notevole impatto sull’economia delle famiglie con risparmi stimabili nell’ordine del 30% sulle polizze Rc auto.

Ed in effetti, sebbene la proposta abbia sollevato un vespaio, le norme avranno un grande impatto proprio per il fatto di essere applicabili non solo alle nuove polizze, ma anche a quelle in fase di rinnovo.

Inutile dire che l’Ania (cioè l’associazione che riunisce le Compagnie di Assicurazione) si è dichiarata contraria alla riforma e -udite udite- è arrivata ad affermare che “finirebbe per impattare negativamente sui prezzi”. Insomma le ricche società assicurative temono per il loro bilanci e arrivano a minacciare già rischi per la riduzione dei premi che prosegue dal 2012. Quel che le Compagnie non raccontano è che le polizze erano aumentate così tanto negli anni passati che in Italia si pagano premi ancora molto cari rispetto al resto d’Europa! 

Insomma serve un ulteriore taglio che speriamo arrivi dalla “rc auto familiare”. Su questo mi sento di tranquillizzarle: il fatto che il dato sugli incidenti causati da ciascun assicurato si azzeri in fase di rinnovo, non impedirà di valorizzare le condotte di guida virtuose a scapito di quelle meno prudenti! Secondo le Compagnie il meccanismo rischia di venire in contrasto con i principi della mutualità assicurativa, a danno evidente soprattutto di coloro i quali, in quanto single o membri di famiglie in cui vi è un solo veicolo, non potrebbero avvalersi delle nuove agevolazioni. 

Questo in effetti potrebbe essere un fattore sul quale discutere, ma solo per ampliare le garanzie della “rc auto familiare”, non certo per ridurle: come Unione Nazionale Consumatori riteniamo che la riforma valga a riequilibrare le asimmetrie che troppo spesso le Compagnie usano per accaparrarsi aumenti dei costi ingiustificati (è vero solo sulla carta che il fattore più rilevante sul costo dei premi è la sinistrosità, troppo spesso le polizze rincarano a causa di escamotages che le Compagnie accampano per realizzare aumenti annuali non sempre circostanziati).

La nuova normativa inclusa nella manovra non ha nulla a che vedere, come vorrebbero farci credere le compagnie, con un disincentivo di stili di guida corretti e virtuosi. Ecco perché, con l’Unione Nazionale Consumatori, ci auguriamo che questa previsione sia definitivamente approvata, per una rc auto che, in quanto assicurazione obbligatoria, deve essere equa e rispettosa dei diritti dei consumatori.