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Nel 2017 crescono le dosi di medicinali consumate ogni giorno in Italia: lo scorso anno, ogni 1.000 abitanti sono state 1.708,2 (ovvero, considerando anche i consumi in ospedale e quelli a carico del cittadino, in media ogni soggetto, inclusi i bambini, ha assunto al giorno circa 1,7 dosi di farmaco). In relazione al 2016, quindi, si registra un aumento rispetto al 2016 del 4,3% per i consumi e dell’1,2% per la spesa.

Secondo il Rapporto annuale sul consumo di farmaci, presentato questa mattina dall’Aifa, il 66,2% di queste dosi sono state erogate a carico del Servizio Sanitario Nazionale (SSN).Il restante 33,8% è relativo a dosi di medicinali acquistati direttamente dal cittadino (acquisto privato di classe A, classe C con ricetta e automedicazione).

I medicinali per il sistema cardiovascolare si confermano la categoria maggiormente consumata dagli italiani (mentre scendono al secondo posto in termini di spesa), seguiti dai farmaci dell’apparato gastrointestinale e metabolismo, dai farmaci del sangue e organi emopoietici, dai farmaci per il Sistema Nervoso Centrale e da quelli per l’apparato respiratorio.

I farmaci antineoplastici e immunomodulatori si collocano al primo posto in graduatoria tra le categorie terapeutiche a maggiore impatto di spesa farmaceutica pubblica. Rispetto al 2016 aumentano consumi (+6,7%) e spesa (+12,9%) dei farmaci antineoplastici e immunomodulatori acquistati dalle strutture sanitarie pubbliche.

Nel complesso della popolazione, la prevalenza d’uso dei farmaci è stata in media del 66,1% (61,8% negli uomini e 70,2% nelle donne), passando da circa il 50% nella popolazione fino ai 54 anni, a oltre il 95% nella popolazione anziana con età superiore ai 74 anni (ovvero la quasi totalità degli over 74 assume almeno un medicinale). Differenze di genere sono evidenziabili nella fascia di età tra i 15 e i 64 anni, nella quale le donne mostrano una prevalenza media d’uso superiore a quella degli uomini, con una differenza in termini di punti percentuali del 10%.

Nella popolazione pediatrica si registra una prevalenza d’uso dei medicinali del 49,9%, maggiore nei maschi rispetto alle femmine (50,7% vs 48,9%), con un picco nel primo anno di età: la metà dei bambini ha ricevuto almeno una prescrizione nel corso dell’anno.

L’uso di antimicrobici è concentrato maggiormente nei primi quattro anni di vita e dopo i 75 anni. Si conferma una maggiore prevalenza d’uso nelle donne di farmaci antineoplastici e immunomodulatori (tra i 35 e i 74 anni), per il Sistema Nervoso Centrale (a partire dai 35 anni) e per l’apparato muscolo-scheletrico.

Nel 2017 la spesa farmaceutica totale, pubblica e privata, è stata pari a 29,8 miliardi di euro, di cui il 75% rimborsato dal SSN, ed è aumentata rispetto all’anno precedente del +1,2%. In media, per ogni cittadino italiano, la spesa per farmaci è ammontata a circa 492 euro.

La Puglia è la Regione con i maggiori consumi in regime di assistenza convenzionata, seguita dall’Umbria e dalla Calabria. La spesa lorda pro capite maggiore in Campania, Puglia e Abruzzo. La Provincia autonoma di Bolzano registra la spesa e i consumi pro capite meno elevati. Le Regioni del Nord registrano livelli inferiori di spesa convenzionata rispetto alla media nazionale; Sud e Isole mostrano valori di spesa superiori.