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Le abitudini alimentari in quarantena racconta di famiglie che si sono messe a cucinare, hanno mangiato più frutta, verdura e legumi, più dolci e comfort food. Ma ora per molti bisogna mettersi a dieta. Il questionario del CREA Alimenti e Nutrizione

Sabrina Bergamini

Dopo aver mangiato, anche bene per carità, tutti a dieta. Le abitudini alimentari degli italiani durante la quarantena da poco finita raccontano di famiglie che si sono messe a cucinare, che hanno mangiato sì più comfort food e soprattutto più dolci (44%) ma anche più frutta e verdura (più 29% e più 33%) e più legumi.

Le famiglie in cucina hanno sperimentato anche nuove ricette e hanno imparato a consumare anche gli avanzi. Tutto questo però ha un risvolto. In assenza di sport e attività fisica, il 44% dichiara un aumento di peso e il 37% dice che deve mettersi a dieta.

 

Abitudini alimentari in quarantena

Cambiamenti alimentari e stili di vita durante la quarantena sono al centro di un approfondimento dell’Osservatorio sulle Eccedenze, sui Recuperi e sugli Sprechi Alimentari del CREA Alimenti e Nutrizione, che ha condotto un’indagine nazionale, attraverso un questionario, con l’intento di documentare e analizzare i mutamenti intercorsi nell’alimentazione quotidiana in lockdown,

Oltre a impastare pizza e pane e sfornare dolci, come ha inciso il lockdown sulle abitudini alimentari? Le tendenze emerse sono interessanti e vanno nella direzione di un’alimentazione spesso più curata, nonostante l’aumento del consumo di dolci, e con una maggiore attenzione alla riduzione degli sprechi.

Il campione e le tendenze

C’è da considerare che il questionario è basato su un campione di persone che ha scelto di rispondere e ha dei tratti particolari: circa 2900 persone di tutta Italia, il 75% donne, l’85% vive in famiglia e di questi il 22% con bambini piccoli. La fascia d’età più rappresentata è quella di 30-49 (38,6%) e 50-69 (36%) anni. I giovani tra i 18 e i 29 anni sono il 24%.  Gli intervistati sono caratterizzati da un elevato livello di istruzione – il 68% è laureato e il 28,5% diplomato – e da una scarsa aderenza alla dieta mediterranea per il 60%.

«Pur con i limiti di un questionario auto-riferito e con un campione opportunistico – spiega Laura Rossi, ricercatrice CREA Alimenti e Nutrizione e coordinatrice OERSA –  si può osservare che le limitazioni imposte dalla quarantena non hanno avuto effetti totalmente negativi sulla alimentazione e sullo stile di vita del campione in esame. A fronte dell’aumento di comfort food (dolci), abbiamo però anche maggiori quantità di frutta, verdura e soprattutto legumi. Si tratta in realtà di dati che sono in linea con quelli sulla spesa degli italiani nel primo trimestre del 2020. E che indicano che il tempo trascorso in cucina è stato orientato alla preparazione di piatti con ingredienti salutari. Tutto ciò ha favorito momenti di convivialità e di condivisione del pasto e ha portato inevitabilmente – complice l’ assenza di attività fisica – ad un impatto sul percezione del peso».

Abitudini alimentari: più frutta, più verdura e più dolci

Durante la quarantena, gli intervistati hanno dichiarato di aver aumentato il consumo di alimenti sani: verdura (il 33%), frutta(il 29%), legumi (il 26,5%), acqua (il 22%), olio extravergine d’oliva (il 21,5% ).

Allo stesso tempo sulle tavole è arrivata la gratificazione dello zucchero: il 44,5% ha ammesso di aver mangiato più dolci. Il 16% dice di aver bevuto più vino.

La quarantena è stata anche occasione per sperimentare nuovi cibi (40%) e nuove ricette (31%), migliorando le proprie abitudini alimentari (24%).

Nelle famiglie c’è stata anche una maggiore attenzione a evitare lo spreco di cibo: fra le abitudini segnalate dall’83% del campione ci sono quella di conservare e consumare alcuni alimenti comprati in eccesso e quella di mangiare tutto, compresi gli avanzi (80%).

La bilancia è andata su

Queste abitudini alimentari, unite all’assenza o alla riduzione dell’attività fisica per oltre la metà del campione, ha fatto salire però la bilancia. Il 44% degli intervistati è aumentato di peso. E il 37% dice che avrà bisogno di mettersi a dieta.

Aggiunge Laura Rossi: «Più in generale si conferma l’attenzione degli italiani ad una gestione attenta del cibo che va da evitare gli sprechi all’impegno nel fare la raccolta differenziata. L’approvvigionamento di cibo non sembra essere stato un problema e l’attitudine alla spesa si è rivolta anche verso alimenti nuovi, con un occhio fisso ai costi troppo alti. I bambini sono stati più coinvolti nelle attività della cucina, mentre per gli anziani si evidenzia una percezione di difficoltà nel fare la spesa».