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L’Associazione degli AMMinistratori d’Immobili ha interpellato gli iscritti sulla quotidianità dei rapporti tra condòmini. I buoni rapporti tra condòmini (62,8%) non riducono il rischio di liti

Elena Leoparco

Il condominio è lo specchio dei tempi in cui viviamo, un luogo dove si mescolano rabbie e frustrazioni personali con le attività di quartiere e le feste di compleanno. E’ il quadro, con alcuni dati sorprendenti, che emerge da un sondaggio dell’ANAMMI, l’Associazione Nazional-europea degli AMMinistratori d’Immobili, effettuato tra i suoi 13mila associati, diffusi in tutta Italia.

 

“L’obiettivo dell’indagine è comprendere meglio la vita quotidiana di un condominio e, quindi, i problemi che ogni giorno i nostri iscritti si trovano ad affrontare – spiega Giuseppe Bica, presidente dell’Associazione -. Invece di andare sugli aspetti più tecnici, le nostre domande si sono incentrate sui rapporti interni tra amministratore ed i condòmini e tra gli stessi condòmini tra loro”.

Buoni rapporti anche in chat

Secondo gli amministratori interpellati, circa il 30% dei condòmini si incontra nel tempo libero: il 12,4% è coinvolto in attività di quartiere, il 2,4% organizza feste in condominio, compresa la cena di compleanno, ed un terzo condivide alcuni servizi, in particolare la chat condominiale su Whatsapp, diventato un mezzo di comunicazione irrinunciabile anche nel vicinato per inviare avvisi, inviti, richieste e, soprattutto, per interpellare l’amministratore.

E qui si registra una prima sorpresa: se in condominio si verifica un problema o una lite, quasi il 50% dei professionisti riferisce di essere coinvolto “abbastanza spesso” dai suoi amministrati, o addirittura “sempre” per il restante 46,8 degli intervistati. Solo il 3,6% ha dichiarato di essere chiamato “di rado”. Segno che dell’amministratore, nonostante tutto, ci si fida. “Certi pregiudizi contro la categoria sono duri a morire – afferma il presidente Bica – ma questi numeri testimoniano che l’amministratore rappresenta una figura di riferimentonelle situazioni problematiche, che si tratti di un guasto o di una discussione”.

Problemi di convivenza

Secondo i soci ANAMMI, i rapporti con i condòmini, nel 62,8% dei casi, possono definirsi “buoni”, contro un 35,2% che invece vive relazioni “complicate” con il resto degli abitanti del condominio e addirittura un 2% che non ha alcun tipo di relazione con i suoi vicini.

I problemi di convivenza, però, ci sono. Alla domanda “qual è il problema condominiale che le è capitato più frequentemente”, i soci ANAMMI hanno indicato soprattutto la gestione di rumori e odori (55,2%), le liti per gli animali (31,2%), i contrasti sulle spese condominiali (25%), l’attribuzione dei parcheggi (22,8%). Alcuni lamentano i “dispetti tra condòmini” o il “lancio” di briciole e bottiglie di vetro. Le dispute sulle spese riguardano soprattutto i lavori di manutenzione, anche se necessari. “Il che spiega le difficoltà di gestione condominiale registrate dalla nostra categoria”, commenta Bica.

Il ruolo degli amministratori

Gli stessi amministratori affermano di riuscire a mediare nel 57,2% delle situazioni, il 35,6% ci riesce almeno nella metà dei casi. Spesso, ma non sempre, si può mettere pace tra condòmini. In tal senso, i professionisti hanno definito i condòmini da loro amministrati “persone che condividono spazi comuni”, riprendendo la classica espressione giuridica, a fronte del 24,4% che parla di “comunità di vicinato” e di uno sfortunato 4% che amministra “estranei che si sopportano a malapena”.

“Ci sono realtà che sono quasi familiari, altre che sono autentici campi di battaglia – chiarisce il presidente dell’ANAMMI -. I nostri associati sono formati ad attuare specifiche strategie di mediazionema, per risolvere queste situazioni, basterebbe buon senso da parte di chi litiga. Purtroppo, invece, si finisce addirittura in tribunale a discutere di panni stesi o di tacchi alti”.