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Le vendite al dettaglio online hanno subito un’accelerazione durante il lockdown e anche dopo. Secondo la società Savills, la percentuale delle vendite al dettaglio online raggiungerà il 15,3% nel 2021, un anno prima rispetto alle previsioni pre-Covid

Sabrina Bergamini

La pandemia accelera l’e-commerce. È stato detto da più parti sin dall’inizio dell’epidemia. Dalla fase del lockdown in poi, sono molte le previsioni che vengono fatte sulle abitudini di spesa più o meno nuove dei consumatori e sulla dimensione che le vendite online, indubbiamente aumentate nei mesi scorsi, raggiungeranno nel prossimo futuro.

Secondo una recente analisi fatta dal Centre for Retail Research’s (CRR) di Savills, società tra i leader immobiliari nel mondo, «l’impatto della pandemia è destinato ad anticipare di un anno la penetrazione del commercio al dettaglio online, raggiungendo il 15,3% delle vendite complessive entro il 2021». Ci sarà perciò una maggiore domanda di spazi logistici.

 

Il Covid e le vendite al dettaglio online

L’impatto del Covid renderà più veloce di un anno la traiettoria di crescita delle vendite al dettaglio online, si legge nell’analisi della società. La percentuale delle vendite online in Europa occidentale si attesterà al 15,3% entro il 2021, mentre le previsioni di crescita pre-pandemia dicevano che questa cifra sarebbe stata raggiunta entro il 2022.

Molto dipenderà dalla fiducia dei consumatori, che sarà determinante nel decidere l’entità della spesa al dettaglio e online il prossimo anno, specialmente nel settore alimentare. E molto dipenderà anche dai singoli mercati e dalla diffusione delle vendite online sul totale delle vendite, considerato che molti paesi – fra cui l’Italia – sono comunque indietro rispetto ad altre realtà europee.

Le vendite online e la crescita nei diversi paesi

Per dire: nel 2019 le vendite al dettaglio online ammontavano in Italia al 3,7%, quest’anno saranno al 6%, nel 2022 si attesteranno al 5,8%.

Nel Regno Unito si parte da una percentuale del 19,4% per salire al 26,2% quest’anno e scendere un po’ al 24,3% nel 2021. La Francia parte da una diffusione delle vendite al dettaglio online del 10,9% nel 2019 che si attesterà al 14,3% quest’anno e al 13,8% l’anno seguente. In media in Europa le vendite online raggiungeranno quest’anno il 16,2% per poi flettere un po’, evidenzia l’analisi di Savills.

«Spagna e Italia dovrebbero avere l’impatto più significativo, dato che prima del Covid registravano una percentuale di vendite online relativamente bassa – si legge in una nota – In Italia, le vendite online sul totale sono cresciute dal 3,7% del 2019 al 6% del 2020. Una normalizzazione dei modelli di consumo con la riapertura dei negozi con il ritorno dei consumatori nelle high streets provocherà nel prossimo anno una leggera contrazione della crescita, comunque sensibile, con una previsione del 5,8% nel 2021».

E-commerce sì, ma non solo

Lo spostamento verso l’e-commerce non sarà definitivo, perché una parte dei consumatori è tornata nei negozi, ma l’andamento è in crescita. Il Centro di ricerca Savills prevede appunto che «le vendite al dettaglio online delle sei maggiori economie dell’Europa occidentale, intese come percentuale sul totale delle vendite al dettaglio, aumenteranno dal 12% nel 2019 al 16,2% nel 2020, per poi tornare al 15,3% nel 2021».

Sostiene Marcus de Minckwitz, Direttore di Savills Regional Investment Advisory, EMEA: «L’aumento dell’ecommerce ha sempre portato ad un aumento della domanda di spazi di magazzini e dopo il lockdown, in tutti i mercati, abbiamo assistito ad una crescita senza precedenti. Una parte della spesa dei consumatori tornerà nei negozi, ma c’è stato un vero e proprio cambiamento nella quantità di consumatori che ora fanno acquisti online ed è probabile che l’andamento continuerà in questa direzione».